RIFIUTI DI ROMA? LI SMALTISCE IL PORTOGALLO

Roma sommersa dai rifiuti, un’emergenza che continua da così tanto tempo che chiamarla “emergenza” ormai non ha più senso.
L’amministrazione sembra non riuscire ad uscire dal baratro, ad ogni piè sospinto un nuovo allarme fa tremare: topi nei parchi giochi per i bambini e nelle scuole, cumuli di sacchi neri accatastati ai lati dei cassonetti, che paiono troppo pochi per contenere la mole di immondizia prodotta, gabbiani (alle stime più recenti la popolazione degli aggressivi volatili sembra salita ad oltre 15.000 coppie) che tranciano le buste per nutrirsi sparpagliando il contenuto qua e là.
Insomma, una situazione da dies irae, enfatizzata dalle opposizioni che affondano il coltello in una gestione certamente piena di ombre, in cui manca una linea d’azione chiara.

Il problema, concordano la maggior parte degli esperti, è a monte: a Roma i rifiuti non si sa dove e come smaltirli.
E’ ormai parere affermato che la raccolta indifferenziata “vecchia maniera” non abbia più alcun futuro: le enormi e pericolosissime discariche stile Malagrotta non danno alcuna garanzia, innanzitutto perché la mole di rifiuti è tale da richiedere spazi incompatibili con quelli realmente disponibili, ma soprattutto per gli enormi rischi connessi alla qualità dell’immondizia che vi giunge.
Riciclare, dunque. Ma che senso ha chiedere ai cittadini di separare e differenziare quando poi di fatto non si è in grado di proseguire il ciclo? La raccolta porta a porta, peraltro iniziata dalle amministrazioni precedenti, ha inizialmente funzionato ma poi serve di più, serve un piano di smaltimento a medio e lungo termine che al momento manca del tutto.

Ci siamo già occupati su Centoventuno del tema rifiuti, scoprendo come in città ci sia già chi propone soluzioni efficaci ed alternative, senza però trovare l’eco che meriterebbe nelle istituzioni.
Al contrario, la risposta al problema che la sindaca Raggi offre va in direzione opposta a quel che ci si aspetterebbe da chi in campagna elettorale parlava di ambientalismo: spedire all’estero i container di rifiuti romani, per l’esattezza in Portogallo.

L’allarme arriva da Civitavecchia, città dalla quale dovrebbero salpare le navi contenenti il maleodorante carico. Lo si legge in una nota di Pietro Tidei, ex sindaco della città, che ha segnalato insieme a Fabio Angeloni come una nave piena di rifiuti provenienti dalla capitale sarebbe pronta a salpare per il Portogallo.
Tidei sottolinea come ad inizio Maggio sia stato richiesto anche all’attuale sindaco di Civitavecchia, Cozzolino, di riferire in Consiglio in merito ai progetto della Raggi per Civitavecchia, non ottenendo però risposta.
Nessuno conferma, nessuno smentisce. Pare che i rifiuti sarebbero in realtà combustibile di rifiuti destinato agli inceneritori, proveniente da Malagrotta.
Le paure di Tidei non sono legate solo alla situazione attuale, ma anche al fatto che potrebbe trattarsi di “prove generali” in vista di un più massiccio progetto orientato a far transitare dal porto di Civitavecchia tonnellate di rifiuti ogni giorno, un’attività che penalizzerebbe molto i progetti di rilancio turistico e crocieristico dello scalo laziale.

Pur non avendo nessuna prova concreta che esista tale progetto, non stonerebbe affatto con la gestione della “monnezza” attuata dall’amministrazione finora, con l’incremento dei treni speciali diretti oltreconfine e l’assenza di piani alternativi dichiarati.
Ci sarebbe poi anche un precedente, poiché già due anni fa la Regione Lazio aveva autorizzato il trasporto dei rifiuti in Portogallo. Neppure in quel caso era stato chiarito in che modo il combustibile da rifiuti sarebbe arrivato al porto, né erano state date garanzie sulla sicurezza per l’ambiente ed i cittadini.

Ciò che più di tutto lascia interedetti è che il fatto sembra non dispiacere agli amministratori cinquestelle di Civitavecchia, dichiaratamente ambientalisti, che non troverebbero invece, a detta sempre di Tidei, nulla di male nel veder transitare tonnellate di immondizia dal porto.

In attesa di saperne di più, resta il fatto che il probela dei rifiuti a Roma permane invariato, ed il tempo a disposizione della Giunta inizia ad esaurirsi, assieme alla pazienza dei romani.