Le Fiere di Roma e Madrid diventano partner

Lo scorso 23 maggio è stato siglato un accordo di partnership tra la Fiera di Roma e quella di Madrid, la Ifema, che ha lo scopo principale di valorizzare ed aumentare il potenziale dei due operatori fieristici per ciò che riguarda l’internazionalizzazione delle rispettive realtà produttive.

Si tratta di un partenariato importante anche solo vedendo alcuni numeri della Fiera di Madrid: Ifema ha visto partecipare agli eventi a cui ha preso parte nel 2016 oltre 26mila aziende, con un aumento dei visitatori del 7,8% rispetto all’anno precedente e il suo ultimo bilancio ha registrato un aumento dei ricavi dell’8,2% in confronto al 2015.

Una stretta di mano che precede inoltre due avvenimenti di grande importanza. Uno, riguarda l’apertura del Convention Bureau di Roma e del Lazio, un consorzio di privati che agirà con fondi privati promosso da Federcongressi & eventi, Federalberghi, Unindustria e Confcommercio Roma, con il coinvolgimento del Comune di Roma e della Regione Lazio all’interno del Consiglio di Amministrazione, che ha lo scopo di far decollare il turismo congressuale a Roma, ancora lontano dalle performance di altre città.

Il secondo, riguarda la celebrazione della giornata mondiale delle Fiere del prossimo 7 giugno: per l’occasione, presso il Tempio di Adriano a Roma, è stato organizzato dall’AEFI (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane) un evento dal titolo “Think global, act local” a cui parteciperanno tra gli altri Dorina Bianchi (Sottosegretario del MIBACT) e Benedetto Della Vedova (Sottosegretario Ministero Affari Esteri).

L’Amministratore Unico di Fiera di Roma Pietro Piccinetti

A parlarci di questo e di molto altro, l’amministratore unico di Fiera di Roma Pietro Piccinetti, di fresco ritorno dalla missione madrilena.

Ingegner Piccinetti, può spiegarci sinteticamente in che ambito si pone l’accordo raggiunto nei giorni scorsi da Fiera di Roma con la sua omologa di Madrid, la Ifema?

Innanzitutto per rientrare nel mondo delle manifestazioni fieristiche uno deve capire che creare una fiera, sviluppare una fiera, non è semplice: bisogna innanzitutto individuare una tematica, svilupparla, vedere se ci sono delle possibilità, che non ci siano sovrapposizioni, sia in Italia che all’estero. Con più di 1.500 Fiere “solamente” in Europa tutto questo è difficile.

Noi siamo partiti su tre linee strategiche: internazionalizzazione, eventi e congressi, e sviluppo delle attività produttive. Per ciò che concerne l’internazionalizzazione abbiamo firmato accordi internazionali con città e con fiere, sia in incoming che outcoming, cioè portando sia visitatori ed espositori qui a Roma e sia guidando le nostre aziende fuori dove c’è business. Per far questo, i partner ideali sono le altre fiere, con le quali ovviamente ci sono delle visioni complementari.

Madrid è latina, è importante, fattura 100 milioni l’anno, è importantissima per i suoi rapporti con il Sud America. Abbiamo una visione comune e abbiamo siglato un accordo, ma in realtà siamo già più avanti: io ho individuato 2-3 manifestazioni che posso portare a Roma e loro hanno individuato 2-3 manifestazioni delle nuove che stiamo sviluppando, per portarle in Spagna e addirittura alcune portarle insieme in Sud America.

Non ci siamo fermati alla Spagna: abbiamo fatto accordi con l’Iran, con Israele, faremo adesso “Go to Israel”, abbiamo firmato accordi con la Romania. Noi stiamo cercando di firmare degli accordi con degli operatori internazionali che portino valore aggiunto alla nostra Fiera. Perché quando io sono arrivato non c’erano manifestazioni B2B importanti: il vero business è fare manifestazioni Business to Business, che portano ricchezza sul territorio.  

Poi ci siamo dati un grande compito: quello di diventare la Fiera del Mediterraneo. Per fare questo dobbiamo stringere alleanze, una delle prime alleanze che abbiamo fatto è stata quella con la Fiera del Marocco, tanto è vero che la nostra nuova manifestazione che sarà a novembre sull’agroalimentare, sarà dedicata al Mediterraneo.

Perciò noi vogliamo portare non solo una mera esposizione di merci ma anche del dialogo, del confronto, dei workshop, come tutte le nostre manifestazioni. L’ultima per esempio, Blast, riguardante il mondo delle startup ha avuto grande successo e abbiamo portato 60 speaker di livello internazionale.

Come si inserisce in questo contesto l’evento del prossimo 7 giugno “Think global, Act local”?

Quello è un evento a cui tengo molto, perché io sono molto legato alle Fiere, in quanto hanno un duplice messaggio: uno di creazione di ricchezza e un altro di pace. È l’unico luogo al mondo, se si pensa un attimo, dove anche mondi contrapposti si uniscono e si stringono la mano per creare del business. Io ho visto sciiti e sunniti stringersi la mano e fare dei business importanti e darsi delle pacche sulla spalla. Perciò le Fiere sono molto importanti e tutti insieme, a livello di Fiere Mondiali, la UFI (l’ente mondiale del comparto fieristico, ndr), ha deciso di creare un giorno all’anno – che è il 7 giugno – per sensibilizzare le istituzioni e l’opinione pubblica sull’importanza delle Fiere. Perché le Fiere creano davvero ricchezza, sono un booster per l’economia.

Detto questo, il 7 giugno ci sarà questo evento a Piazza di Pietra, proprio sull’internazionalizzazione: saranno presenti ambasciatori e rappresentanti istituzionali per dimostrare cosa sono le Fiere italiane.

Esse sono un vero e proprio campione italiano, di cui dobbiamo essere orgogliosi: siamo la quarta potenza mondiale, la seconda in Europa, generiamo 60 miliardi di giro d’affari, 22 milioni di visitatori, 198 manifestazioni internazionali. Per il 90% delle Pmi italiane siamo l’unico veicolo di internazionalizzazione o il più importante. E siamo molto orgogliosi di esserlo.

Dopo Madrid, quali altri accordi verranno stipulati? E quali altri progetti ci sono per Fiera di Roma?

Siamo focalizzati con il Mediterraneo, con la Fiera di Salonicco in Grecia, e con quella di Atene. Con quest’ultima abbiamo firmato un accordo e stiamo già sviluppando due manifestazioni.

Saremo inoltre a supporto del territorio attraverso le manifestazioni sull’agroalimentare, sull’aerospazio, sulla sanità, con eventi a supporto delle industrie dei nostri territori, chiaramente a carattere internazionale. Ne stiamo sviluppando ben otto: uno sul Sacro che ovviamente a Roma non poteva mancare. Siamo davvero molto soddisfatti, perché come può ben capire rilanciare un comparto come quello fieristico non è semplice.