Caso Marra-Scarpellini: 25 maggio il processo

Giudizio immediato per Raffaele Marra, l’ex “braccio destro” di Virginia Raggi, e l’immobiliarista Sergio Scarpellini: è quanto ha disposto il giudice per le indagini preliminari Paola Tommaselli dando seguito alle richieste del pubblico ministero Barbara Zuin e del procuratore aggiunto Paolo Ielo. Non ci sarà dunque l’udienza preliminare e sarà presso la seconda sezione del Tribunale di Roma dove si celebrerà il processo per una vicenda che è esplosa lo scorso 16 dicembre, quando furono arrestati l’ex capo del personale del Campidoglio e il costruttore romano .

E’ per corruzione che andranno a giudizio entrambi: secondo l’accusa Marra (tuttora in carcere) avrebbe ricevuto “nell’esercizio dei suoi poteri e delle funzioni inerenti agli incarichi” da parte dell’immobiliarista Scarpellini (ora ai domiciliari) un assegno da 367mila euro per acquistare l’immobile Enasarco che si trova a Via dei Prati Fiscali ed intestata alla moglie dell’ex funzionario comunale.

Per gli inquirenti tale somma di denaro aveva lo scopo di ottenere da quello che la sindaca Raggi definì successivamente all’arresto “uno dei 23mila dipendenti del Campidoglio” dei favori, in ragione del ruolo che occupava Marra nel giugno 2013 in quanto Direttore del Dipartimento “Partecipazioni e controllo” del Comune.

A confermare questa ipotesi, secondo i pm, sono state le dichiarazioni rilasciate ai magistrati dallo stesso Scarpellini, che nei suoi interrogatori ha anche parlato di favori e regali a diversi funzionari e rappresentanti di Camera e Senato:”Non volevo mettermi contro una persona [Marra, ndr.] che può farti male, me lo facevo nemico se gli dicevo di no…a Roma si sapeva che era una personalità“.

Riguardo ai due imputati, non ha convinto la tesi difensiva secondo la quale quei 367mila euro erano solo la restituzione di un prestito. Per i fatti contestati, tuttavia, Marra si è avvalso la facoltà di non rispondere agli inquirenti.

L’ex “uomo ombra” di Virginia Raggi, oltre al processo per corruzione che si terrà tra qualche mese, ha un’indagine aperta per abuso di ufficio: insieme a lei la sindaca di Roma, accusata anche di falso in atto pubblico per la nomina. Oggetto dell’inchiesta è la nomina di Renato Marra, fratello dell’ex capo delle risorse umane del Campidoglio, come direttore del Dipartimento Turismo del Comune.

Infine, continuano le verifiche patrimoniali da parte dei carabinieri rispetto a una casa acquistata dall’ex vicecapo di gabinetto comunale a Malta per 300 mila euro senza aver acceso alcun mutuo.