Apprendistato, parere favorevole a nuovo regolamento profili formativi

Per effetto del Jobs Act un decreto legislativo del 2015 ha assegnato alle Regioni il compito di disciplinare i profili formativi in materia di apprendistato. A questo è destinata una proposta di regolamento che oggi è stata approvata all’unanimità – con un parere accompagnato da alcune osservazioni – dalla ottava commissione del Consiglio regionale del Lazio presieduta da Daniele Fichera. Il testo è contenuto in uno schema di delibera di Giunta che è stato illustrato dall’assessore Lucia Valente. Si tratta dell’adeguamento di un precedente regolamento, in assenza del quale si applicherebbe un decreto ministeriale, il quale però – come ha fatto notare l’assessore – non terrebbe conto delle specificità del sistema laziale. Tre le tipologie di apprendistato coinvolte: quello per la qualifica e per il diploma professionale, quello professionalizzante e quello di alta formazione e di ricerca. Per quest’ultimo sono regolamentati i profili formativi dell’apprendistato di alta formazione per il conseguimento di titoli universitari, per il diploma di tecnico superiore e per attività di ricerca. Sottolineato da Riccardo Valentini, nel corso della seduta, l’aspetto positivo – su cui puntare – del rapporto che si attiva tra atenei e imprese.  Il regolamento, che ora torna in giunta per l’approvazione definitiva, è destinato ad adeguare – sostituendolo – quello dell’aprile 2015 (che porta il n. 4). Su di esso la Regione – nel corso del 2016 – ha già sentito università, istituti tecnici superiori, enti di ricerca, Ufficio scolastico regionale e le parti sociali. La commissione della Pisana presieduta da Fichera, competente in materia di lavoro, ha votato il proprio via libera ai 42 articoli (più cinque allegati, contenenti anche l’elenco delle qualifiche e dei diplomi professionali) aggiungendo però all’attenzione della Giunta due osservazioni, entrambe a firma di Mario Abbruzzese (FI). La prima in materia di apprendistato “professionalizzante” per i lavoratori espulsi dai processi produttivi e una seconda per il monitoraggio anche attraverso un osservatorio circa gli effetti sul mercato del lavoro. Accolti anche alcuni “orientamenti” ricavati da due proposte di Giancarlo Righini (FdI) fatte proprie da Abbruzzese. Silvana Denicolò (M5s) ha invece lamentato che una disciplina così di dettaglio, con tanto di articoli su finalità e oggetto, non sia stata oggetto di un’apposita legge regionale. Rodolfo Lena (Pd), come lo stesso presidente Fichera, ha fatto notare che l’autorizzazione alla Giunta a varare il regolamento sia stata data con il collegato approvato la scorsa estate. Erano inoltre presenti alla seduta i consiglieri Maria Teresa Petrangolini (Pd), Massimiliano Valeriani (Pd), Rosa Giancola (Pd) e Daniela Bianchi (Si –Sel).

 

Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio