Regione Lazio, in aula il piano di tutela del Parco dell’Appia Antica

Si punta a coniugare la tutela ambientale, paesaggistica e archeologica con le esigenze di sviluppo di un territorio vasto 3.400 ettari che insiste su Roma, Marino e Ciampino.

Con la relazione dell’assessore all’Agricoltura, Ambiente e Risorse naturali, Enrica Onorati, si è aperta alla Pisana la doppia seduta dedicata all’esame della proposta di deliberazione consiliare n. 10 riguardante l’approvazione del Piano del parco dell’Appia antica, che interessa i territori di Roma, Marino e Ciampino.

“La grande sfida di questi anni – ha esordito Onorati – è stata la convivenza di più soggetti a tutela di un territorio esteso ben 3.400 ettari, per la gran parte di proprietà privata. Per questo intendiamo dar vita a un tavolo permanente di collaborazione istituzionale tra il parco archeologico, il parco naturale e tutti i Comuni interessati, per condividere e integrare a livello nazionale e locale le politiche di tutela e valorizzazione di un territorio unico al mondo”.

Il nuovo Piano è atteso da alcuni decenni: il documento all’esame dell’Aula getta infatti le sue radici nel 2002, quando ci fu una prima deliberazione a riguardo da parte del consiglio direttivo dell’ente parco. L’accelerazione dell’iter di approvazione è ora dovuta al commissariamento avvenuto con ordinanza del Tar n. 5786 del 2018.

Il Piano del parco dell’Appia antica si configura come uno strumento multidisciplinare, frutto della presenza quotidiana sul territorio e dell’indagine sul campo. Tende a individuare dinamiche che hanno determinato e possono determinare il recupero e la trasformazione sostenibile del territorio, esprimendo contestualmente un’azione di tutela, evitando di configurarsi non solo come strumento di conservazione e congelamento di uno status territoriale. Secondo la relazione dell’assessore, è concepito come un progetto di restauro territoriale, riprende parzialmente gli obiettivi della legge istitutiva 66 del 1988 puntando, oltre che alla necessaria tutela dei beni ambientali, paesaggistici e storico-monumentali, anche alla valorizzazione mediante la leggibilità e la riconoscibilità del territorio del parco.

“Gli elementi cardine del piano sono la delocalizzazione delle attività incompatibili, la polifunzionalità agricola e la promozione dell’agricoltura compatibile, gli interventi sulla mobilità e sulle attrezzature per la fruizione di impianti sportivi e di campeggi”, ha spiegato Onorati. Vengono quindi identificati dieci obiettivi indicati come ambiti di intervento:

  1. ricostituire l’unità territoriale e paesaggistica del parco, capace di consentire una visione ed una fruizione continua del territorio, anche attraverso la realizzazione di una sentieristica;
  2. eliminare l’abusivismo che ha avuto come conseguenza la nascita di nuclei edilizi, molti dei quali di scarsa qualità, spesso ospitanti attività produttive incompatibili;
  3. favorire la rinaturalizzazione delle vaste aree agricole, che hanno dimostrato invece una grande capacità di ripresa e di recupero di molteplici elementi di biodiversità, sviluppando un’agricoltura di qualità a basso impatto, documentata da secoli di utilizzo;
  4. mantenere e rafforzare gli elementi che garantiscono la continuità paesaggistica, come le riperimetrazioni, gli interramenti, il sostegno all’attività agricola, le indicazioni prescrittive per le proprietà private;
  5. cambiare i criteri di mobilità delle aree interessate dal traffico di attraversamento e realizzare opere che permettano nel parco la sola circolazione residenziale e turistica;
  6. contribuire al bilancio ecologico della città di Roma Capitale, di Ciampino e Marino con azioni di tutela e di rafforzamento dei livelli di naturalità e con l’alleggerimento dei processi di antropizzazione;
  7. creare le condizioni per uno sviluppo sostenibile;
  8. garantire le condizioni per ulteriori sviluppi e nuovi fasi della ricerca archeologica;
  9. costruire una fruizione controllata con la partecipazione dei cittadini;
  10. promuovere l’educazione ambientale ed una più generale cultura della tutela.

La proposta di deliberazione consiliare all’esame dell’Aula è stata licenziata all’unanimità lo scorso 12 luglio dalla ottava Commissione, che ha affrontato in particolare le tematiche degli impianti sportivi. È stata infatti ribadita e sottolineata, attraverso appositi emendamenti, l’importanza della pratica sportiva quale miglioramento della qualità della vita e della fruizione del mondo dei parchi e delle aree protette. Grande attenzione è stata poi data, in Commissione, al coordinamento tra il parco regionale, le norme paesaggistiche e l’attività del parco archeologico. La polifunzionalità agricola, indicata come uno dei punti di forza di questo parco, è stata riconosciuta al fine di mantenere il paesaggio dell’agro romano ed è stata lungamente trattata, analizzata ed emendata in Commissione, valorizzandone il ruolo socioeconomico e culturale. Introdotta, infine, la possibilità di promuovere e favorire i campeggi con camper e tende in aree dedicate.

“Dopo oltre quindici anni – ha concluso la sua relazione l’assessore Onorati – portiamo in approvazione questo piano, che coniuga efficacemente la tutela ambientale, paesaggistica e archeologica con le esigenze di sviluppo di questo territorio protetto, tutelando, valorizzando e promuovendo ogni attività compatibile e sostenibile, partendo da quelle attività agricole che caratterizzano questo paesaggio unico della campagna romana, che ospita al suo interno un vero e proprio tesoro archeologico”.

Dopo la discussione generale, l’esame del provvedimento è stato fissato per le giornate di oggi e di domani. Sessanta gli emendamenti presentati dai consiglieri; tre dalla Giunta.

Fonte, Consiglioregionalelazio