Regione Lazio, per le botteghe storiche censimento e agevolazioni

Appuntamento in commissione undicesima Sviluppo economico e attività produttive, start-up, commercio, artigianato, industria, tutela dei consumatori, ricerca e innovazione, presieduta da Massimiliano Maselli, con argomento le botteghe storiche. Prima si è tenuta una audizione con due associazioni interessate al tema, quindi la seduta della commissione per l’esame dello schema di deliberazione n. 3, concernente “Legge regionale 10 agosto 2016 n. 12. Approvazione dei ‘Criteri per l’individuazione dei locali, botteghe e attività storiche ammissibili ai benefici della sezione speciale del fondo rotativo per il piccolo credito’”. Al termine degli interventi dei consiglieri, si è deciso di aggiornare il lavoro alla prossima settimana, individuando nel frattempo i criteri da inserire a beneficio della Giunta in un’osservazione al testo onnicomprensiva.

In audizione, il presidente della Associazione botteghe storiche di Roma ha sostenuto anzitutto che, in uno stato così depresso dell’economia, pensare che si possano destinare i fondi a rinnovare le attività è illusorio. Va invece potenziata la capacità delle attività di far fronte alle loro attività ordinarie, ad esempio portando dal 30 al 50 per cento la somma a ciò destinata. Sottolineata la contraddizione tra gli intenti di salvaguardia del settore e iniziative che denoterebbero scarsa sensibilità al tema come la rimozione di insegne storiche.  La stima non ufficiale è di circa 700 attività di questo genere, ma è in corso un censimento con la collaborazione della Sapienza di Roma per giungere a cifre più attendibili.

A seguire, il presidente Associazione negozi storici di eccellenza di Roma, ha affermato che ogni attività di questo tipo ha peculiarità proprie che rendono difficile un’omologazione. In particolare, la storicità ha parametri differenti tra artigiani e commercianti, perché per una attività artigianale i 50 anni previsti possono essere già un requisito valido, ma per un’attività commerciale sembra un po’ scarso (aspetto su cui il primo relatore non si è detto d’accordo).

Terminate le audizioni, la parola è passata ai consiglieri, da parte dei quali si è fatto notare in modo ricorrente la necessità di spostare il focus più sui livelli qualitativi che su quelli di durata temporale e quella di coordinare il lavoro almeno con la commissione Cultura, sebbene la tematica tocchi incidentalmente anche altre materie, come l’urbanistica. Altre osservazioni sul fatto che il tema non riguarda probabilmente solo Roma e andrebbe indagata la sua consistenza anche nel resto della regione. Gli uffici della Giunta hanno fatto notare però come l’esigenza di parametri squisitamente quantitativi nasca dal fatto che è previsto l’accesso al credito sulla base di essi.

Il presidente ha concluso i lavori affermando che il fenomeno delle botteghe storiche non risulta ufficialmente al di fuori della città di Roma, ma in ogni caso necessità primaria è quella di dare impulso al censimento in corso; ha accolto la proposta di lavorare in modo congiunto con la commissione quinta e ha fissato alla prossima settimana la scadenza per la formulazione di una osservazione condivisa da parte di tutta la commissione con la quale accompagnare il provvedimento al suo ritorno in Giunta.

Fonte, ufficiostampaconsiglioregionalelazio