Mytutela: un’app contro bulli e stalker

Sono tre milioni e mezzo le donne che, secondo i dati ISTAT del 2016, hanno subìto atti persecutori da parte di un’altra persona. Due milioni e mezzo di queste hanno conosciuto lo stalking sulla propria pelle, subendolo da un loro ex partner.

Altrettanto gravi i numeri relativi ad un’altra tipologia di comportamenti violenti e offensivi, accomunati sotto la definizione di bullismo e cyberbullismo: stando ai dati presentati da Microsoft durante la Giornata Internazionale della Navigazione sicura (il Safer Internet Day) e contenuti nel Digital Civility Index 2017, l’Italia è al 12° posto riguardo alle molestie online, con il 55% degli intervistati vittime di contatti e sexting indesiderato, molestie online, misoginia e cyberbullismo. A farne le spese maggiori, sono ancora una volta le donne.

Per contrastare tali realtà drammatiche è stata presentata l’applicazione per smartphone MyTutela (scaricabile gratuitamente da Android e a breve anche da iOs) al tavolo permanente interistituzionale per la prevenzione e il contrasto della violenza nei confronti delle donne e dei minori presso il tribunale di Roma.

Ad illustrare l’app erano presenti i suoi creatori Marco Testi, ingegnere elettronico, Marco Calonzi, consulente tecnico forense e Susanna Testi, esperta in funding e start-up.

A darci l’intuizione definitiva, il caso di Sara Di Pietrantonio, la 22enne soffocata e bruciata dal suo fidanzato, Vincenzo Paduano, nel 2016 a Roma – hanno spiegato – In quel caso, lui aveva cancellato tutti i dati sul suo cellulare e per riuscire ad entrare in quello di lei, che era protetto da password, ci abbiamo messo più di un mese. Con Mytutela tutto questo non sarebbe successo.”

Infatti, attraverso questa app è possibile tenere traccia di ogni chiamata o sms ricevuti dal proprio molestatore: è sufficiente inserire all’interno dell’applicazione l’indirizzo e-mail e il numero di telefono dello stalker per far sì che “Mytutela” registri ogni tipo di interazione via cellulare che include anche video, foto e i testi delle e-mail.

All’interno del programma, chi subisce questi comportamenti persecutori può inserire su un calendario cosa è accaduto in un determinato giorno, così da non dimenticarlo.

Tutti i dati registrati dall’applicazione, grazie ad un algoritmo specifico, potranno essere utilizzati in un tribunale in quanto avranno la stessa validità degli originali. Inoltre, le informazioni registrate da Mytutela non potranno essere cancellate nemmeno distruggendo lo smartphone.

Un altro aspetto importante di questa app riguarda la capacità di questa di avvertire con un alert la persona molestata quando lo stalker raggiunge un determinato numero di chiamate oppure quando i messaggi o le e-mail ricevute diventano chiaramente minatorie. Quest’ultima funzione è resa possibile grazie ad un programma di scansione semantica interno all’applicazione, a cui sono state inserite mille frasi o parole chiave, tra le più comuni in casi di stalking o molestie. Tra queste,“ti uccido”, “ti faccio fuori” oppure “pubblico le tue foto”.

Una vera rivoluzione: finora non era sempre facile tenere una traccia di tutti i comportamenti persecutori di qualcuno e anche quanto ciò avveniva non sempre veniva fatto con modalità idonee per essere considerata una prova in tribunale. La conseguenza, per molti casi, era l’impunità per chi commetteva questi abusi.

Ora, attraverso “Mytutela”, chi è vittima di molestie verbali può contare su un alleato prezioso, affinché tali condotte siano sempre meno diffuse e chi le subisce abbia la giustizia che merita.