Silvia Costa: “Da Erasmus+, Europa Creativa e Diritti e Valori passa un’Ue più innovativa e inclusiva”

“Erasmus+, Europa Creativa e il nuovo programma Diritti e Valori rappresentano il vero investimento nelle risorse umane, nei giovani e nella innovazione e inclusione sociale in Europa. Per questo il Parlamento europeo aveva chiesto di triplicare i fondi di Erasmus e aumentare significativamente le risorse a disposizione degli altri due programmi.

La proposta della Commissione che, al lordo dell’inflazione, raddoppia i fondi di Erasmus+ (da 14,8 a 30 miliardi) e aumenta del 20% (da 1,46 a 1,85 miliardi) quelli di Europa Creativa va in questa direzione ma non è abbastanza ambiziosa: ora la parola spetta al Parlamento, e come coordinatrice del Gruppo S&D nella commissione mi impegnerò non solo per ottenere più risorse ma anche per rendere più accessibili questi programmi”.

Silvia Costa, eurodeputata del PD e coordinatrice nella commissione Cultura del Gruppo S&D, commenta così la pubblicazione, da parte della Commissione europea, dei due programmi principali rivolti a cultura ed educazione per il prossimo ciclo di programmazione settennale.

Insieme ad essi, anche il nuovo programma Diritti e Valori (già Europa per i cittadini, con 642 milioni), “che mette la cittadinanza europea al centro dell´azione Ue nella più ampia cornice dei valori su cui la stessa costruzione europea si fonda, ma ancora troppo sotto-finanziato”.

“Apprezzo molto – continua – anche la scelta del cluster tematico in cui i tre programmi per cui è competente la commissione Cultura si collocano, Investire sulle persone, la coesione sociale e i valori, che fa tesoro delle priorità politiche del Pilastro sociale europeo, espresse in occasione del summit di Göteborg nel novembre scorso dai ministri dell´Istruzione e della Cultura degli Stati membri. Le persone e l´inclusione sociale sono finalmente state messe al centro delle politiche europee e del budget ad esse destinato”.

“Erasmus+ è una storia di successo tutta europea: i numeri ce lo confermano. L´83% dei ragazzi che hanno preso parte a uno scambio Erasmus dicono di sentirsi più europei dopo una tale esperienza. Bene l´aumento delle risorse dedicate al programma (di cui quasi 18 miliardi per la mobilità individuale), anche se il nostro obiettivo politico iniziale, condiviso con il Forum europeo dei giovani e tutto il vasto mondo dell´associazionismo parlava di Erasmusx10; appello raccolto dal Parlamento con una formale richiesta della triplicazione delle risorse Erasmus+, su cui non intendiamo fare passi indietro.

“Chiederemo anche di reinserire espressamente l’azione Erasmus Mundus, di rendere più accessibile il programma a un maggior numero di giovani (12 milioni saranno i beneficiari nel periodo 21/27), in particolare svantaggiati, anche attraverso l’accelerazione dell’introduzione della European Student e-Card, da me proposta, che consentirà non solo di definire lo status di studente europeo ma anche di far accedere a facilitazioni sulle grandi reti di servizi, alloggi e opportunità educative e culturali. Ben 700 milioni del budget sono dedicati a DiscoverEU, la tessera per l’Interrail gratuito per i neo-diciottenni, ma noi puntiamo a mantenere il collegamento con le esperienze educative e di formazione. E su questo faremo delle proposte. Come Gruppo S&D siamo soddisfatti che siano state accolte alcune nostre proposte: il mantenimento dell’azione giovani, il ripristino della mobilità individuale degli studenti delle scuole superiori, più forte sostegno alla formazione professionale e apprendistato, nonché a tirocini, imprenditorialità giovanile e rafforzamento dell’azione e-Twinning, mentre sembrano molto promettenti le nuove partnership per l’eccellenza con la rete delle università europee e dei centri di formazione professionale di eccellenza e la maggiore enfasi sullo sport”.

“Anche per questo ciclo programmatico come già nello scorso, sarò relatrice per il Parlamento europeo di Europa Creativa, il programma faro per la cultura, il settore creativo e audiovisuale nell´Ue. A differenza di altri ambiti come la politica agricola e la politica di coesione, le risorse destinate al programma di Europa Creativa sono state – seppur timidamente – aumentate da 1,46 a 1,85 miliardi di euro. Ciò – va detto – non basta, come ci ricorda il basso indice di successo di tante valide candidature, in particolare per il sub-programma Cultura”.

“Comparando i due sub-programmi che costituiscono Europa Creativa, mentre rilevo un significativo aumento di Media – dedicata all´audiovisivo -, il settore Cultura è ancora troppo penalizzato, nonostante le incoraggianti indicazioni che ci ha dato l´Anno europeo del patrimonio culturale e i cui seguiti sono invece contenuti nell’importante nuova Agenda per la cultura, pubblicata dalla Commissione la settimana scorsa. La cultura deve ribadire la propria dimensione orizzontale e trasversale in tutte le politiche pubbliche, dalla ricerca alla coesione. E i fondi transettoriali di Europa Creativa – nel nuovo programma pari a 160 milioni – vanno proprio nel senso di promuovere progetti interdisciplinari e di inclusione sociale. Tra le misure per la prima volta contenute nel programma, da segnalare sia l´azione dedicata per la mobilità degli artisti, sia la linea d´intervento specificamente pensata per la musica, nate sulla base di proposte e progetti pilota da noi presentati in questi anni”.