In aumento gli studenti con DSA in Italia

E’ stato presentato dal MIUR lo scorso 17 aprile un report relativo agli alunni italiani che presentano Disturbi Specifici dell’Apprendimento, riferito all’anno scolastico 2016/2017: sono in aumento le certificazioni di queste problematiche per i ragazzi delle medie e delle superiori e crescono anche i sospetti di DSA per i più piccoli.

Le cifre parlano chiaro: su oltre 8,6 milioni di iscritti, sono oltre 254mila gli studenti a cui è stato certificato un Disturbo Specifico dell’Apprendimento. In percentuale, sono il 2,9% dell’insieme complessivo. In questo gruppo, sono gli alunni con dislessia ad essere maggioritari, essendo il 42,5% del totale e l’1,6% di tutti i bambini e i ragazzi che frequentano la scuola. Seguono gli studenti con disortografia (20,8%), discalculia (19,3%) e disgrafia (17,4%).

E’ la scuola secondaria di I grado (o scuola media, dagli 11 ai 13 anni) ad accogliere più studenti con DSA: sono il 5,4% del totale degli studenti iscritti alle medie. Alle superiori, che include ragazzi dai 14 ai 18 anni, risultano essere il 4% degli iscritti.

La ricerca ministeriale concentra la propria attenzione anche sugli alunni che vanno all’asilo o alle elementari. Per ciò che riguarda i bambini che frequentano la scuola primaria, presentano Disturbi Specifici dell’Apprendimento l’1,9% di essi, tenendo conto del fatto che una diagnosi è possibile effettuarla solo in terza elementare. Prima, si può parlare infatti solo di casi sospetti di DSA.

Riguardo a tali casi, la loro percentuale sul totale dei bambini iscritti alla scuola dell’infanzia è dello 0,05%, che in numeri assoluti si traduce in 774 bimbi con un sospetto di DSA.

Il report mostra anche le cifre relative alla differenza tra scuole statali e non statali riguardo alla presenza di alunni con DSA: infatti la media totale del 2,9% riportata sopra è il risultato di due aggregati diversi. Presso le scuole statali, ci sono il 3,1% di studenti con tali problematiche, contro il 2,1% delle scuole non statali.

Dalla ricerca emergono anche valori diversi tra Nord e Sud Italia: le percentuali più elevate di studenti con DSA sono rilevate in Liguria (4,9%), Valle d’Aosta (4,8%), Piemonte e Lombardia (4,5%), contro valori decisamente più bassi presenti in Calabria (0,7%), Campania (0,9%) e Sicilia (1,1%).

I dati contenuti in questo report, raffrontati a quelli presenti su indagini degli anni precedenti, rivelano come ci sia stato un incremento delle diagnosi di questi disturbi legati al neurosviluppo: se nell’anno scolastico 2010/2011 la percentuale di alunni con DSA era lo 0,7% rispetto al totale degli studenti, all’anno scolastico 2016/2017 risultano essere appunto il 2,9%, ossia quattro volte tanto rispetto alla prima rilevazione.

Un aumento che riguarda tutte le scuole di ordine e grado: nella scuola primaria si è passati nello stesso range temporale dallo 0,8% all’1,9%; nella secondaria di primo grado – ossia le “vecchie” scuole medie – c’è stato un vero e proprio boom di diagnosi, passando dallo 0,8% al 5,4 in sei anni. Una tendenza in crescita anche alle superiori, in cui la percentuale di studenti con DSA sul totale degli iscritti è salita, schizzando dallo 0,6 al 4%.

La ragione, secondo quanto scritto nel report del Ministero della Pubblica Istruzione, sta nei meriti della Legge 170/2010, grazie alla quale “la scuola ha assunto un ruolo di maggiore responsabilità nei confronti degli alunni con disturbo specifico dell’apprendimento” si legge nel report.

Il processo di formazione dei docenti e le crescenti competenze didattiche – si afferma nella ricerca – hanno determinato una più consapevole e una sempre maggiore individuazione dei casi sospetti di DSA tra i frequentanti, dando seguito al necessario percorso diagnostico presso le competenti strutture sanitarie e determinando così l’incremento del numero delle certificazioni per le varie tipologie di disturbo”.