Bruxelles, la Commissione presenta il budget 2021-2027

Un bilancio europeo da 1.135 miliardi di euro in impegni e altri 1.105 in pagamenti. Queste in sintesi le cifre della proposta programmatica prevista per il Quadro finanziario relativo al settennato 2021-2027.

A seguito della Brexit e delle nuove priorità politiche definite dall’Unione Europea (sicurezza, immigrazione, globalizzazione e digitalizzazione) c’era molta curiosità su come sarebbe stato sviluppato il documento programmatico che definirà la politica economico-finanziaria dei paesi membri nei prossimi 7 anni; un testo che il commissario al Bilancio Oettinger ha sintetizzato con queste parole: “Investiamo ancora di più in settori nei quali i singoli Stati membri non possono agire da soli o nei quali è più efficiente operare insieme, come nei campi della ricerca, della migrazione, del controllo delle frontiere o della difesa, contemporaneamente continuiamo a finanziare politiche tradizionali, ma ammodernate, come la Politica agricola comune e la Politica di coesione, visto che gli standard elevati dei nostri prodotti agricoli e il recupero economico delle nostre regioni vanno a vantaggio di noi tutti”.

Tra le principali novità si registra l’inserimento nel bilancio dell’Unione del Fondo Europeo di Sviluppo, il principale strumento col quale vengono finanziati gli interventi di cooperazione allo sviluppo con i paesi di Africa, Caraibi e Pacifico che fino ad oggi era stato un semplice accordo intergovernativo.

Tagli a Coesione e PAC

I programmi che subiscono tagli sono la PAC (Politica agricola comune) e il fondo sulla Politica di coesione che segnano rispettivamente un -5% e -7%, tagli che secondo le stime dell’Unione saranno ammortizzati grazie ad una serie di riforme strutturali oltre che all’integrazione a lungo termine dei migranti.

A questa contrazione di spesa faranno da contrappeso gli incrementi di budget per i programmi Erasmus Plus, LIFE e per il Nono Programma quadro per la ricerca e l’innovazione che sostituirà l’Horizon 2020. Nell’ottica di una semplificazione del bilancio la Commissione ha avanzato la proposta di ridurre di un terzo i programmi che passerebbero dagli attuali 58 a “soli” 37, rigettata invece la proposta italiana di legare l’accesso ai fondi europei al rispetto degli impegni in materia di accoglienza dei migranti. Si punta ad approvare il bilancio prima delle elezioni europee del 2019, in modo da non perdere tempo prezioso come accaduto per il settennato 2014-2020, nel corso del quale i primi 12 mesi andarono persi a causa del protrarsi delle trattative fra stati membri e Commissione; un errore da non ripetere.