Cinema per la scuola – da MIUR e MIBACT oltre 20 milioni

Il cinema arriva tra i banchi di scuola: i ministeri dell’Istruzione e della Cultura lanciano il Piano nazionale Cinema per la scuola e tre bandi per realizzare strumenti didattico-educativi e iniziative di sensibilizzazione e formazione.

Con il Piano Nazionale Cinema per la Scuola, il linguaggio cinematografico, la storia e l’estetica del cinema, la produzione di documentari, cortometraggi o mediometraggi entrano a pieno titolo nel Piano dell’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado.

L’obiettivo è fornire alle ragazze e ai ragazzi gli strumenti per leggere, decodificare e usare in maniera consapevole le migliaia di immagini con le quali vengono a contatto ogni giorno, consentire l’approfondimento di un linguaggio che ha fortemente caratterizzato e ancora caratterizza il nostro tempo e che dialoga anche con gli strumenti digitali ormai a disposizione di tutti.

Con il piano nazionale sono stati lanciati anche tre bandi, che destinano più di 20 milioni per realizzare strumenti didattico-educativi e iniziative di sensibilizzazione e formazione delle studentesse e degli studenti attraverso l’utilizzo del linguaggio cinematografico e audiovisivo.

Il primo avviso, da 17 milioni di euro e con scadenza il 21 maggio, è rivolto ad attività che rientrino in quattro linee di azione:

  • un Piano di formazione sulla didattica del linguaggio cinematografico per i docenti;
  • Cinema scuola 2030, dedicata a progetti proposti da scuole o reti di scuole che, attraverso l’educazione all’immagine e il linguaggio cinematografico, affrontino le tematiche dell’Agenda 2030;
  • laboratori nelle scuole e nei cinema che abbiano per oggetto il linguaggio cinematografico;
  • Visioni fuori-luogo, dedicata alla selezione di progetti proposti dalle scuole o da reti di scuole delle aree definite a rischio che raccontino, utilizzando il linguaggio cinematografico o audiovisivo, i territori di riferimento.

Il secondo avviso è relativo a Buone pratiche, rassegne e festival, e mette disposizione delle scuole che vi parteciperanno 3 milioni di euro per la realizzazione di progetti promossi dal MIUR e dal MIBACT su specifiche aree tematiche di attualità e di particolare interesse culturale e sociale e per il finanziamento di progetti, rassegne e festival realizzati dalle scuole. Le domande possono essere presentate entro il 28 maggio.

Entrambi gli avvisi si rivolgono alle istituzioni scolastiche ed educative.

Infine, il terzo bando, da 700mila euro, è destinato alla realizzazione di un Piano di comunicazione e di una piattaforma web attraverso i quali diffondere la cultura cinematografica e dell’audiovisivo nelle scuole. C’è tempo fino al 21 maggio per partecipare.

In questo caso, le richieste di contributo possono essere presentate, anche in forma associata, da:

  • enti pubblici e privati, università ed enti di ricerca, istituti dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, fondazioni, comitati e associazioni culturali e di categoria;
  • istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado, statali o paritarie, singole o organizzate in reti di scuole

“Il cinema italiano è un fiore all’occhiello della nostra cultura. Per questo abbiamo il dovere di promuoverne sempre più la conoscenza, affinché le nuove generazioni possano apprezzare questo tassello fondamentale della nostra storia e della nostra tradizione e valorizzarlo, innovandolo con le loro visioni, con le loro differenti sensibilità e con i loro talenti” ha sostenuto la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli.

“È importante che le nostre giovani e i nostri giovani trovino mezzi di espressione e comunicazione attraverso i quali incanalare le proprie emozioni e i propri pensieri, riflettere sugli eventi e guardare il mondo trovando un modo per interpretarlo e, alla fine, comprenderlo. Il cinema rappresenta proprio questo: è un linguaggio che sa parlare a una parte fondamentale del nostro essere: le emozioni e la creatività, fondamentali per l’apprendimento. Vogliamo che le giovani e i giovani guardino al cinema non solo come svago pomeridiano o serale, come finestra sull’evasione – ha concluso la Ministra – ma come linguaggio, codice comunicativo universale che costituisca per loro una chiave di accesso – differente rispetto alla convenzionale – al reale, uno strumento per comprendere attraverso altre vie fenomeni che interessano la società in cui viviamo”.

Fonte, fasi.biz