Welfare aziendale in crescita: il caso ALD ITALIA

Il mondo delle imprese, che riguardi le medio-piccole o quelle più grandi, sta sviluppando sempre di più iniziative di welfare aziendale, a favore dei lavoratori alle proprie dipendenze. Cresce infatti il numero delle realtà imprenditoriali impegnate a garantire un maggior benessere ai propri dipendenti, favorite del resto da interventi normativi ad hoc.

Fin dalla Legge di Stabilità 2016 (fino alla più recente legge di bilancio) sono state introdotte norme che tendono ad incoraggiare le aziende ad erogare servizi di welfare a favore dei propri dipendenti, per la parte di salario legata alla produttività, mediante incentivi di natura fiscale.

Tali misure hanno avuto un effetto positivo per quel che riguarda l’incremento di attività di welfare aziendale in Italia: per il terzo anno, infatti, l’indagine “Welfare Index PMI”, promossa da Generali Italia insieme a Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato e Confprofessioni, mostra una tendenza in crescita tra le imprese intervistate, analizzando il livello di welfare di oltre 4mila PMI italiane.

Il Rapporto evidenzia come siano tre le aree con tassi di iniziativa superiore al 40%: polizze assicurative, sicurezza e prevenzione degli incidenti e la conciliazione vita-lavoro dei propri dipendenti.

Inoltre, il Rapporto 2018 mostra come vi sia uno stretto legame tra il miglioramento del benessere, la soddisfazione dei lavoratori e la crescita della produzione aziendale: sono questi fattori, per il 42,1% delle imprese intervistate, lo scopo principale nel momento in cui si decide quali attività di welfare erogare ai propri dipendenti. Oltre il 35% delle imprese afferma che la produttività aziendale è aumentata avendo tra le proprie fila lavoratori più soddisfatti.

Una conferma di questa stretta correlazione arriva anche da un altro dato del Rapporto: il 63,5% delle aziende molto attive nell’ambito del welfare dichiara di aver avuto un incremento nella produzione.

Anche una grande azienda come ALD AUTOMOTIVE ITALIA, leader nel settore dell’autonoleggio a lungo termine, sta sviluppando attività di welfare per i 500 dipendenti della sede di Roma (di cui quasi la metà sono donne), al fine di avere tutti un ritorno importante in termini di benessere individuale e collettivo. Alle loro risorse umane sono riservate iniziative di welfare come l’introduzione di orari flessibili, il campus estivo per i figli dei dipendenti, o la possibilità di lavorare in remoto da casa.

Cristiana Odoardi – ALD AUTOMOTIVE ITALIA

Centoventuno.it ha voluto chiedere a Cristiana Odoardi, HR Sourcing & Legal Director di ALD-AUTOMOTIVE ITALIA, alcune informazioni in più sulle loro politiche aziendali di welfare.

Dal recente Rapporto Welfare Index PMI 2018 emerge come l’attenzione delle imprese ad iniziative di welfare aziendale sia in generale crescita. Quali sono quelle messe in campo da ALD?

Durante l’ultimo quinquennio, ALD ha avviato una riflessione sul benessere delle persone che vivono in azienda volta a sviluppare idee e azioni per proteggere e garantire la salute e aumentare il benessere generale punto di partenza ed insieme ispiratori e destinatari di ogni azione sono i nostri dipendenti, la comunità degli Alders.

Tutte le iniziative poste in essere non sono state “calate dall’alto” dal management dell’azienda, ma il frutto di un percorso di ascolto dei bisogni dei nostri dipendenti.

Tra le principali azioni intraprese possiamo citare quelle che hanno avuto come oggetto la salute dei dipendenti e il loro benessere sia in ufficio che nella loro vita privata.

Per quel che riguarda il primo tema, abbiamo introdotto: un’integrazione del piano sanitario per i dipendenti in aggiunta a quanto previsto nel contratto di lavoro nazionale, con la copertura assicurativa in caso di intervento chirurgico e l’estensione della copertura in caso di maternità; la possibilità per le figure manageriali di stipulare una polizza di assicurazione sulla vita; un focus specifico sulla prevenzione attraverso la previsione di un check up completo annuale gratuito eseguito presso centri medici di eccellenza e formazione e workshop dedicati all’utilizzo di defibrillatori che sono presenti nelle nostre sedi, o a corsi di disostruzione pediatrica.

E riguardo il benessere dei vostri dipendenti?

Rispetto alla diffusione del benessere tra gli “Alders”, invece, abbiamo dotato gli uffici di spazi a loro disposizione per momenti di condivisione e contaminazione. Abbiamo installato vending machines con prodotti alimentari e bevande Bio e inoltre viene distribuita gratuitamente ai dipendenti frutta fresca biologica. Oltre a tutto ciò, anche grazie a convenzioni con circoli sportivi e centri fitness, accompagniamo i nostri dipendenti in percorsi di Fitness & Wealth insieme ad esperti del benessere.

Fuori dai nostri uffici, invece, mettiamo a loro disposizione tra i vari benefit: il servizio di car sharing aziendale, con la possibilità di utilizzare veicoli elettrici e le stazioni di ricarica installate in sede; campo estivo presso la Lega Navale di Ostia per i figli dei dipendenti; convenzioni con asilo nido e centri sportivi per dipendenti e familiari; eventi culturali, sportivi e di svago organizzati dal nostro ALDERSCLUB per i dipendenti e i loro familiari con l’obiettivo di agevolare la coesione e condivisione.

Cosa proponete invece a chi deve conciliare i tempi lavorativi con quelli dedicati alla propria famiglia?

Sono diverse le soluzioni adottate da ALD ITALIA negli ultimi anni per le lavoratrici madri e per i padri. All’interno del building, ci sono parcheggi rosa dedicati alle lavoratrici in attesa.

Con la firma del nuovo contratto di secondo livello, per tutto il periodo della maternità, alle lavoratrici viene riconosciuto il 70% della retribuzione ed al rientro hanno la possibilità di accedere al part-time per avere la possibilità di riprendere gradualmente l’attività lavorativa restando vicine alla famiglia.

Nel nuovo accordo sono anche previsti importanti contributi per l’asilo nido e per l’istruzione per i figli di tutti i lavoratori.

In quante di queste attività – penso allo smart working – il know how di ALD può contribuire agli obiettivi di benessere prefissati per lavoratore e azienda?

ALD Italia fa parte di un gruppo che ha intrapreso ormai da qualche anno una strategia di innovazione tecnologica della dotazione a disposizione dei dipendenti e degli ambienti di lavoro, con l’obiettivo di migliorare gli ambienti e le modalità di interazione tra i dipendenti.

Noi abbiamo deciso di posizionare il dipendente al centro, di migliorare l’ambiente di lavoro fornendo i maggiori comfort in termini di comodità e dotazioni tecnologiche.

Il nostro modello di smart working prevede la possibilità per i dipendenti di lavorare da remoto attraverso il solo utilizzo di un laptop che ha installati tutti i software utili al lavoro e al contatto con i colleghi e gli esterni. Il grande lavoro fatto sul nostro nuovo building dà a tutti i dipendenti libertà di movimento all’interno del palazzo, con la possibilità di prenotarsi una postazione ogni giorno in base alle proprie esigenze, potendo così scegliere di lavorare in una focus area se c’è bisogno di particolare concentrazione o di spostarsi in una informal meeting per lavorare ad un progetto con alcuni colleghi.

Mettere il dipendente al centro, significa anche pensare al suo benessere durante le ore di lavoro.

L’obiettivo di questa scelta da parte della nostra direzione generale è quello di migliorare il benessere organizzativo, migliorando l’utilizzo del tempo da parte delle risorse grazie ad un rinnovato rapporto di fiducia tra i dipendenti e i propri responsabili, puntando sulla produttività e gli obiettivi assegnati.

L’efficienza nel lavoro è data dai risultati, eliminando il controllo e puntando tutto sulla responsabilità e fiducia.

Il Rapporto Welfare Index PMI 2018 sottolinea come la conoscenza del welfare aziendale sia ancora limitata in ambito aziendale. Come pensate si possano far conoscere queste buone pratiche?

Pensiamo che il fulcro di una politica basata sul welfare e sulla valorizzazione dei lavoratori sia la condivisione degli obiettivi e un continuo dialogo trasversale per intercettare e carpire quelle che sono le esigenze e integrare obiettivi di business e benessere organizzativo.

La condivisione è un tema molto importante in questo senso, perché un dipendente che lavora in un ambiente favorevole si farà primo ambasciatore di queste best practice anche al di fuori della nostra realtà aziendale, portando alla luce alcune sfumature del welfare non ancora diffuse.