Colleferro Città della Cultura 2018

E’ il progetto “Novecento”, ideato dal Comune di Colleferro insieme ai comuni di Artena, Labico, Paliano e Valmontone, ad aver vinto il bando regionale che metteva in palio il titolo di Città della Cultura per l’anno 2018 e 100mila € di premio in denaro. L’iniziativa della Regione Lazio si proponeva come fine ultimo quello di stimolare i centri urbani grandi e piccoli a ripensare la cultura come ad un volano di sviluppo economico e un elemento di coesione sociale della propria comunità di cittadini.

La candidatura di Colleferro è stata premiata in virtù del suo innovativo programma incentrato su iniziative e attività volte alla valorizzazione del proprio patrimonio culturale, da realizzarsi anche attraverso interventi privati.

Di questo importante riconoscimento ne abbiamo parlato insieme al sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna e al Presidente della Commissione Affari Generali, Pubblica Istruzione, Cultura, Sport, Sicurezza Sociale Francesco Guadagno. 

Sindaco buongiorno, possiamo immaginare la soddisfazione sua e dei suoi concittadini per questo successo, ottenuto peraltro facendosi preferire a progetti di realtà culturali ben più grandi rispetto alla vostra. Quando e come è nata l’idea di partecipare al bando e quali sono state le linee guida del “Progetto Novecento”?

Colleferro, da qualche anno, ha messo al centro dell’agenda politica la cultura, intesa non solo come momento di svago o di intrattenimento ma, piuttosto, come occasione di valorizzazione dello spazio urbano, crescita economica, inclusione e coesione sociale.
Scegliere di tenere per me la delega alla cultura, ha proprio il significato di voler dare alla cultura il ruolo di crocevia di tutte le attività della pubblica amministrazione, dall’Urbanistica ai servizi sociali, dalle politiche produttive alla scuola, fino all’ambiente. E l’attività portata avanti in questi anni, conferma la visione e la determinazione a progettare lo sviluppo e la crescita della città su modelli nuovi, sostenibili, partecipati, con una visione umanistica, prima che tecnica, indicando un nuovo modo di pensare e di vivere la città e di appartenere alla comunità, come cittadini responsabili.
Colleferro città dormitorio. Colleferro città dei rifiuti. Colleferro città del cemento. Questo emerge, oggi, leggendo o parlando di Colleferro e della Valle del Sacco, e cercando Colleferro, ma anche Valmontone o Labico o Artena o Paliano, sul web, in italiano e in inglese.
Colleferro e il suo intorno non sono tutto questo o, se lo sono, è necessario che lo siano in maniera diversa. E’ necessario, dunque, ricercare nuovi modelli di sviluppo, nuove dinamiche comunicative, nuove occasioni d’incontro e di partecipazione e di generare nuove programmazioni.
Colleferro, oggi, sta ritrovando la sua essenza di Città d’Autore e la sta comunicando al mondo. Colleferro sta tornando a vivere, confermandosi fulcro di un ambito territoriale contiguo ma non omogeneo, avendo messo al centro dell’agenda politica, i cittadini, la comunità e il senso di appartenenza ad essa.
Colleferro, in quanto città moderna, industriale, commerciale, è catapultata, nei primi anni del Novecento, in un ambito territoriale prevalentemente agricolo. Il suo arrivo cambia il territorio, le sue città e le comunità dei residenti, dai punti di vista sociale, culturale, economico. Il Novecento e le vicende che lo caratterizzano, diventano, inesorabilmente, lo specchio di questo territorio, a sud di Roma, sulla direttiva per Napoli, passando per Cassino.
Il Novecento è ancora tutto da indagare, conoscere, raccontare. Cercando la sua essenza, tra le storie delle genti e dei luoghi, si troverà l’essenza di questo territorio, il suo carattere identitario, le sue connotazioni. Si troveranno i motivi dello stare insieme e le ricette con le quali andare avanti.
L’obiettivo non è la sterile e inutile rievocazione del passato, ad inseguire il sentimentalismo nostalgico dei bei tempi che furono, ma affondare le radici nel profondo di un vissuto straordinario, tutt’ora presente, per portare la città e il suo intorno, ad essere luogo di incontro e di condivisione, di pensiero, ricerca, sperimentazione, lavoro, impresa, e costruire un futuro sostenibile di crescita e di sviluppo, legato alla cultura dell’arte e della conoscenza come pratica, esercizio quotidiano, espressione creativa.

Colleferro, da qualche anno, ha messo al centro dell’agenda politica la cultura, intesa non solo come momento di svago o di intrattenimento ma, piuttosto, come occasione di valorizzazione dello spazio urbano, crescita economica, inclusione e coesione sociale. La scelta di tenere per me questa delega va esattamente in questa direzione; porre questo tema al centro dell’agenda amministrativa. In questi anni di governo abbiamo fatto proprio questo, stiamo ripensando lo sviluppo della città partendo da modelli nuovi, sostenibili e partecipati che indichi un nuovo modo di vivere la città, un nuovo senso di appartenenza alla comunità da parte dei cittadini. Le poco lusinghiera definizioni che hanno accompagnato Colleferro nella sua storia recente devono lasciare spazio alla sua vera essenza, una Città d’Autore che si apre al mondo mostrando le sue bellezze.
La storia di Colleferro ci racconta di una città moderna, industriale e commerciale catapultata nei primi anni del Novecento in un ambito territoriale prevalentemente agricolo. Il suo arrivo cambia il territorio, le sue città e le comunità dei residenti, dai punti di vista sociale, culturale, economico. Il Novecento e le vicende che lo caratterizzano, diventano, inesorabilmente, lo specchio di questo territorio, a sud di Roma, sulla direttiva per Napoli, passando per Cassino.
Un novecento che in fondo è ancora tutto da conoscere e raccontare. Cercando la sua essenza, tra le storie delle persone che vivono questi luoghi, si troverà l’anima più intima di questo territorio, il suo carattere identitario, le sue connotazioni. Si troveranno i motivi dello stare insieme e le ricette con le quali andare avanti.
La nostra non sarà una sterile rievocazione del passato, inseguendo un sentimentalismo nostalgico dei bei tempi che furono, ma affonderà le radici nel profondo di un vissuto straordinario, tutt’ora presente, per portare la città e il suo intorno ad essere luogo di incontro e di condivisione, di pensiero, ricerca, sperimentazione, lavoro, impresa; per costruire un futuro sostenibile di crescita e di sviluppo, legato alla cultura dell’arte e della conoscenza come pratica, esercizio quotidiano, espressione creativa.

Presidente, negli ultimi anni è cambiata la concezione di come fare cultura, ha acquisito sempre maggiore importanza la capacità di concepire progetti culturali inglobandoli in uno schema più ampio che coinvolga pubblico e privato. Come pensate di rendere protagonisti anche gli esercenti nelle iniziative che metterete in atto creando un indotto reale per la comunità? Pensate di avviare dei tavoli di concertazione così da massimizzare il successo di questa iniziativa?

L’intera comunità e le associazioni, le imprese, piccole e grandi, gli artigiani, gli operatori agricoli, i professionisti, che insistono sul territorio, sono stati coinvolti, nella predisposizione del programma e credono al raggiungimento degli obiettivi e a buone prospettive per il futuro. Si mostrano, altresì, entusiasti per la conquista del Titolo, ritenendo che sia, questa, l’occasione per mettere in campo gli strumenti giusti, nel processo della comunicazione e della valorizzazione del territorio, pronti a offrire il loro contributo, nelle modalità che potranno essere perfezionati, già nelle prossime settimane.
Stiamo predisponendo una giusta convenzione di partenariato, perché la partecipazione delle imprese sia coerente con il progetto e non solo una sponsorizzazione, e possa offrire loro una vista sulla città che vada oltre il 2018. In questo, il rapporto con le reti di imprese nate sul territorio, è un rapporto privilegiato e molto proficuo.

Tutta la comunità, il modo delle associazioni e quello delle imprese piccole e grandi, gli artigiani, gli operatori agricoli, i professionisti; tutti i mondi che insistono sul territorio sono stati coinvolti attivamente nella predisposizione del programma e, oltre la naturale soddisfazione per il raggiungimento di questo traguardo, hanno compreso la straordinaria possibilità che abbiamo per valorizzare il nostro territorio. Stiamo lavorando di squadra, pronti a dare ognuno il suo prezioso contributo. Il primo passo per dare un seguito concreto alle nostre intenzioni è predisporre una convenzione di partenariato, proprio per fare delle imprese gli attori principali di questa kermesse e non coinvolgendoli solo con il ruolo di semplici sponsor. L’interlocuzione con le reti di impresa deve essere privilegiato e proficuo e deve guardare ben oltre il 2018.

Sindaco torniamo da Lei per entrare ancora più nel merito del progetto. Ci può anticipare qualche iniziativa? Avete già un cronoprogramma definito o un piano di comunicazione per attirare il maggior numero di visitatori a Colleferro?

Il progetto è fatto di iniziative interessanti che guardano, tutte, alla ricerca identitaria dei luoghi e delle comunità. C’è un cronoprogramma e un progetto dettagliato. Colleferro ha vinto anche perché il programma non è solo un decalogo di eventi di Piazza ma, soprattutto, definisce una struttura organizzativa per un comprensorio che intende mettersi in rete e comunicare al mondo la propria essenza, le proprie peculiarità, facendolo oltre il 2018. Si tratta di un modello sperimentale, innovativo, complesso, a cui tutti guardano con interesse. Se funziona, e io sono sicuro che funzionerà, sarà replicato in altri ambiti territoriali del paese..
Il nostro progetto è risultato vincente per varie ragioni. Abbiamo messo al centro di tutte le attività la ricerca identitaria dei luoghi e quella delle comunità che li animano. C’è già un cronoprogramma dettagliato in continuo aggiornamento. Il calendario degli eventi non sarà un mero elenco di manifestazioni di Piazza ma il risultato del lavoro di una struttura organizzativa qualificata, la cui mission sarà quella di presentare una intera comunità, aprirla e farla conoscere all’esterno come mai prima d’ora. E’ un modello sperimentale, innovativo e complesso al quale in molti guardano con interesse e curiosità. Possiamo definirlo un progetto pilota da replicare in altri ambiti territoriali.

Presidente Guadagno chiudiamo con Lei; una Amministrazione giovane e dinamica come quella di Colleferro come pensa di coinvolgere i ragazzi della città nel Progetto “Novecento”?

I tanti ragazzi di Colleferro, che hanno affiancano questa amministrazione, sono totalmente coinvolti nel progetto e sul portale www.cittaculturalazio.com che stiamo costruendo, è attiva una call proposal in cui possono proporre il proprio progetto per Colleferro Città della Cultura del Lazio, che sarà valutato successivamente da un Comitato Tecnico Scientifico. Ma ciò che più ci lusinga è lo spirito di entusiasmo con il quale i ragazzi hanno sposato la nostra idea di far nascere una nuova caratterizzazione della città, una città da vivere e con nuove opportunità, dove la cultura, la formazione e la progettazione europea sono considerati il volano di sviluppo per il nostro territorio. E A noi come amministrazione spetta l’onere di guidare questo cambiamento.

Abbiamo da sempre puntato sui giovani, il loro entusiasmo è vitale per realizzare la nostra visione di una città nuova, una Città d’Autore, realmente bella da vivere. Oltre ai tanti ragazze e ragazzi che già ci affiancano, puntiamo a coinvolgerne ancora di più; in questo senso stiamo costruendo un nuovo portale (www.cittaculturalazio.com N.D.R.) nel quale sarà attiva una “call proposal” pronta a raccogliere tutte le proposte che arriveranno dai nostri concittadini riguardo iniziative da realizzare durante la rassegna. Le più interessanti, una volta valutate dal Comitato Tecnico Scientifico, saranno inserite nel programma degli eventi.

Ringraziamo il Sindaco Pierluigi Sanna e Francesco Guadagno, Presidente della Commissione Affari Generali, Pubblica Istruzione, Cultura, Sport, Sicurezza Sociale.