Michela Di Biase; così porto i Castelli Romani in Regione

Michela Di Biase, capogruppo del PD in Campidoglio, oggi si candida alla Regione Lazio.

Nell’intervista rilasciata alla redazione di 121News ci racconta il perché di questa nuova sfida e quali saranno i punti cardine del suo programma, a Roma e nel territorio regionale.

Onorevole Di Biase conosciamo la sua passione per Roma e le battaglie politiche che ha portato avanti nel Gruppo Consiliare PD al Comune di Roma. Vorremmo quindi la sua opinione rispetto alla situazione attuale della città, a 19 mesi dalle ultime elezioni amministrative, con tutti i problemi che La Capitale e i suoi cittadini vivono ogni giorno.

Poco meno di due anni di giunta Raggi hanno portato la città allo sbando. Lo dico non solo da capogruppo del principale partito di opposizione in Campidoglio, ma anche, e soprattutto, da cittadina che ogni giorno è costretta a fare i conti con la sciatteria di un’amministrazione impreparata e saccente. L’elenco delle emergenze in città sarebbe fin troppo lungo, senza contare gli scandali che hanno travolto la prima cittadina, più concentrata ai continui rimpasti di giunta che ai problemi della città. La situazione rifiuti è al collasso: il Campidoglio è stato costretto a chiedere aiuto ad altre regioni, non senza strascichi di polemiche, perché incapace di trovare soluzioni. L’Atac è finita in concordato, i mezzi pubblici a singhiozzo e il centro ostaggio di venditori ambulanti e degrado.

 

Spostando il focus della nostra discussione sulla Regione Lazio, ci sono segnali positivi rispetto alla fine del commissariamento della sanità e ai dati record rispetto a occupazione e export. Secondo lei, quali sono le cose che andrebbero ancora migliorate?

È necessario continuare sulla scia di quanto fatto in questi cinque anni dalla giunta Zingaretti. Un lavoro portato avanti con serietà e senza proclami ma che ha portato a traguardi storici, su tutti l’uscita dal commissariamento ventennale della sanità laziale. È fondamentale, tuttavia, continuare a focalizzare l’attenzione anche sui territori della provincia che, come tutte le zone periferiche di Roma, devono conoscere una stagione di rilancio e modernità, a partire dai trasporti, tema sul quale sarà necessario continuare ad investire, viste le migliaia di cittadini-pendolari che ogni giorno si spostano dalla provincia per venire a Roma.

 

Durante tutta la sua attività politica ha sempre dimostrato grande attenzione e sensibilità verso un settore strategico come quello della cultura. Come si potrebbero valorizzare gli innumerevoli siti archeologici e culturali presenti nel territorio della Provincia di Roma (e nei Castelli in particolare)? Esiste la possibilità di creare un sistema virtuoso che porti i turisti a conoscere i tesori spesso oscurati dalla Città Eterna ma strettamente collegati alla sua storia?

La sfida è proprio questa: quella di rendere tutti i siti archeologici e culturali della regione un grande polo attrattivo per il turismo insieme a Roma. Sicuramente in questi cinque anni è stato fatto molto per stimolare e finanziare progetti culturali nella nostra regione. È necessario, però, continuare a lavorare per valorizzare quanto di bello e attrattivo offre tutto il Lazio, e non solo la capitale. Roma è, ovviamente, un catalizzatore di turismo in tutto il mondo, ma bisogna lavorare per indirizzare l’offera anche verso le province e gli innumerevoli tesori disseminati nel territorio del Lazio.

 

Altro tema a lei caro sono le periferie, su una delle pagine del suo sito si legge una frase “”Amo la periferia più della città. Amo tutte le cose che stanno ai margini”. Cosa occorre alle periferie per tornare ad essere nuovamente un luogo nel quale la socializzazione diventi un valore aggiunto, in modo da non farle diventare luoghi “dormitorio”?

Bisogna crederci nelle periferie. Sono il cuore di una città, sono l’anima della metropoli. Investire nelle periferie significa credere nel futuro. Piazze, luoghi di incontro, attività sociali e manifestazioni culturali sono il punto da dove (ri)partire. Non si possono lasciare da soli e abbandonati i quartieri più difficili di una città. Bisogna intervenire, stare al loro fianco. E la politica può farlo dimostrando di essere presente sul territorio, con interventi di riqualificazione e iniziative di rilancio.

Quale provvedimento le piacerebbe portare per primo all’attenzione del Consiglio Regionale del Lazio, una volta eletta?

Da mamma di una bimba di due anni il mio pensiero è rivolto anche ai giovani. Puntare sulle scuole e sulla formazione deve essere un nostro punto cardine. Sarebbe bello riuscire ad avvicinare i ragazzi alle istituzioni, magari organizzando iniziative periodiche e costanti negli istituti.

Grazie per la disponibilità a Michela Di Biase, Capogruppo del Partito Democratico al Comune di Roma e candidata al Consiglio regionale del Lazio.