NETFOOD: lotta allo spreco alimentare nei Castelli

A un anno e mezzo dall’entrata in vigore della Legge Gadda che facilita e incoraggia la raccolta e la distribuzione delle eccedenze alimentari da parte di imprese e enti del terzo settore, si stanno sviluppando innumerevoli iniziative per evitare che il cibo in surplus non diventi immondizia ma possa essere donato ai tanti che in Italia non possono permettersi il lusso di pasti regolari: dati ISTAT rivelano che il 30% dei residenti nel nostro Paese sia a rischio povertà o esclusione sociale.

Per far fronte a dati così drammatici, il Ministero delle Politiche Agricole ha indetto una selezione nazionale per il finanziamento di progetti innovativi dedicati alla limitazione dello spreco alimentare e all’impiego delle eccedenze alimentari, per cui sono stati stanziati 500mila euro. Tra i dieci soggetti premiati, l’unico ente non profit vincitore come capofila è stato l’Istituto Per la Famiglia (IPF) di Albano e Ariccia con il progetto “NETFOOD – Networking for Food Challenge”. che si è aggiudicata 50mila euro di finanziamento.

A tal proposito, il Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Martina si è detto soddisfatto dell’esito complessivo della selezione: “Il bando è stato un successo. Sono arrivate tantissime candidature nel giro di poche settimane. I progetti vincitori hanno un forte taglio innovativo e possono contribuire a centrare l’obiettivo di recuperare 1 milione di tonnellate di cibo a favore dei più bisognosi. La nostra priorità, infatti, è garantire l’assistenza agli indigenti attraverso il lavoro insostituibile degli enti caritativi. La legge contro gli sprechi alimentari, che abbiamo fortemente voluto, va proprio in questa direzione e semplifica le procedure per le donazioni. Abbiamo un modello di lavoro che ci rende unici in Europa e che punta ad incentivare e semplificare il recupero più che a punire chi spreca. Questo bando è la conferma del nostro approccio positivo anche per combattere lo spreco casalingo, che rappresenta oltre il 50% del totale. In questo senso lo studio di nuovi packaging intelligenti è cruciale“.

L’iniziativa guidata da IPF, che prenderà il via a breve, vedrà la partecipazione anche di altri numerosi partner: la società Consoft Informatica s.r.l., l’Associazione IPF della Castagnetta, la Cooperativa Sociale “Fede in Azione”, l’Associazione di Promozione Sociale “Maendeleo for Children”, la Chiesa Cristiana Evangelica Pentecostale di Albano Laziale e l’Associazione Chiesa Evangelica Cervi Castagnetta. Inoltre, ci sarà anche la partecipazione istituzionale dei comuni di Ariccia e di Albano.

Con “NETFOOD” si intende sviluppare una piattaforma online che metta in rete i diversi attori della filiera di distribuzione delle rimanenze agro-alimentari, facendoli interagire in tempi più rapidi a beneficio di chi, di quelle rimanenze, ha assoluta necessità. Attraverso questo strumento telematico, gli esercizi commerciali e le imprese agricole potranno ad esempio comunicare quante e quali eccedenze possono donare, in modo che IPF e i comuni partecipanti possano organizzarsi al meglio per la raccolta del cibo.

Una volta raccolto tutto il surplus alimentare sarà IPF a smistarlo, sempre grazie alla piattaforma online creata, in quanto essa permette anche la gestione del magazzino in maniera ottimale. Sarà poi la stessa IPF a distribuire il cibo e le bevande immagazzinate, o direttamente o fornendo parte delle eccedenze ad altri soggetti donatori, i quali possono comunicare online all’Istituto per la Famiglia tipologia e quantità di cibo di cui ha bisogno.

In questo progetto, il ruolo dei Comuni coinvolti diventa determinante: infatti, contribuiranno all’organizzazione della distribuzione delle scorte alimentari raccolte a favore delle famiglie più povere, le quali verranno indicate in base al reddito ai partner elencati sopra incaricati della gestione del magazzino, dove i più bisognosi potranno richiedere determinati prodotti e riceverli previo appuntamento.

Inoltre, i Comuni partecipanti al progetto avranno il compito di promuovere la guida relativa alle modalità e ai requisiti di accesso rispetto agli incentivi introdotti per favorire l’uso sostenibile delle risorse e la riduzione degli sprechi.

Alla fine del progetto, ci sarà una cena sociale con le eccedenze alimentari raccolte, a cui parteciperanno tutti i soggetti partner di “NETFOOD”, le persone senza fissa dimora e le famiglie in difficoltà che hanno beneficiato di quest’iniziativa e tutta la comunità cittadina interessata.

Molto soddisfatta e felice la vicepresidente di IPF, Graziella Pazzano, che ai nostri microfoni ha dichiarato:”IPF ha individuato nella candidatura presentata al Ministero delle Politiche Agricole la possibilità  di  consolidare ulteriormente l’attività di recupero  e distribuzione di eccedenze alimentari.

Questa buona prassi è a valore aggiunto per tutta la comunità ed il territorio, ed è occasione per una stretta collaborazione tra mondo profit e non profit.  Alimenti destinati a diventare rifiuti diventano risorsa da destinare alle persone meno abbienti. I donatori  vengono coinvolti indirettamente in attività a favore dei cittadini in difficoltà, stimolando così la loro coscienza sociale  e beneficiano della riduzione del reddito imponibile.

L’ambiente è favorito  grazie alla riduzione della  quantità  di rifiuti prodotti destinati nelle discariche. ‘Net Food – Networking for Food Challenge’ prevede  inoltre lo sviluppo di una piattaforma on line per il raccordo delle donazioni e la loro distribuzione.  

Tutte le operatività di ritiro e distribuzione  necessitano del supporto di volontari ma anche di  personale dedicato, pertanto si creano  opportunità  lavorative. Tutto ciò, seppur esposto in maniera molto sintetica, evidenzia un processo intelligente e sinergico, ricco di valori  ed opportunità“.

(Foto utilizzata sotto Licenza CC. Diritti riservati di U.S. Department of Agriculture )