“Hurry!” vince il premio SMAU Innovazione 2017

Uno dei fiori all’occhiello del mondo imprenditoriale innovativo targato “Roma” è stato premiato a Milano lo scorso martedì all’edizione 2017 dello SMAU (Salone Macchine e Attrezzature per l’Ufficio), la principale fiera italiana dedicata all’Information & Communications Technology. Si tratta di “Hurry!”, una startup fondata da un giovane imprenditore romano ed esperto di comunicazione, Alberto Cassone (presidente dell’azienda) e da Riccardo Pingiori (amministratore delegato), esperto di tecnologie con numerose esperienze internazionali al suo attivo.

Il premio “Innovazione SMAU” è stato assegnato dopo un esame di oltre 500 casi di startup italiane di successo: “Hurry!” ha vinto in ragione della sua idea semplice ma al contempo gradita a molti: il loro sito vede aumentare le visite esponenzialmente ogni anno. E’ stata la prima azienda a rendere accessibile l’affitto a lungo termine di auto e moto, non solo per imprese e partite IVA. Il mezzo prescelto lo si noleggia direttamente online, interagendo con un assistente virtuale e scegliendo l’opzione più adatta in quel momento da una vetrina interattiva.

Un’altra innovazione messa in campo dalla startup romana è “Ricaricar”, con cui è possibile affittare un auto in base ai chilometri fatti: ogni utente può decidere la “taglia” del chilometraggio più comoda per le proprie esigenze e ricaricare l’automobile (o la moto) con nuovi chilometri non appena questi finiscono, come accade col credito telefonico di una sim di un qualsiasi cellulare.
La tariffa comprende bollo, manutenzione ordinaria e straordinaria, assicurazione del veicolo che copre da infortunio del conducente ed esonera da responsabilità per furto, incendio e danni al mezzo. Il cliente deve solo metterci la benzina.

In molti hanno definito “Hurry!” una “rivoluzione della mobilità”, per la proposta alternativa all’utilizzo dell’auto di proprietà, molto spesso inutlizzata per gran parte del tempo. Un tema molto sentito a Roma, in cui spesso a malincuore si è costretti a preferire il mezzo privato a discapito di quello pubblico. A dircelo, sono le statistiche degli ultimi anni: a Roma, secondo dati 2014 della Fondazione “Filippo Caracciolo” dell’ACI è record riguardo al tasso di vetture circolanti: sono 71 ogni 100 abitanti. Inoltre, è sempre a Roma che il 57% dei cittadini utilizza l’automobile per spostarsi in città, stando agli ultimi dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Alberto Cassone, Presidente di “Hurry!”

Centoventuno.it ha intervistato il presidente di “Hurry!” Alberto Cassone, per capirne di più rispetto a cosa offre questa startup romana ma che guarda all’intero mercato italiano e che lavora in partnership con ALD Automotive, uno dei più importanti operatori nel settore del noleggio auto a lungo termine.

Innanzitutto complimenti per il premio Smau appena vinto. A tale riguardo, volevo chiederle le motivazioni del premio che vi è stato assegnato e quali sono gli aspetti innovativi della vostra startup?

Grazie, siamo molto orgogliosi di averlo vinto e ciò rappresenta il coronamento del nostro successo e di un percorso fatto da “Hurry!”, che è passata dall’essere una giovanissima startup con due persone (di numero) che ci lavoravano ad essere oggi una startup un po’ più strutturata. Ci ha fatto estremamente piacere averlo ricevuto!

Le motivazioni del premio che SMAU ci ha comunicato riguardano la nostra capacità di cambiare il rapporto con il consumatore a partire dalla piattaforma, sul web, sull’acquisto della mobilità, e di aver creato delle soluzioni innovative e “distruptive” nel mondo dell’automotive.

“Hurry!” parte inizialmente come piattaforma che proponeva soluzioni di mobilità differenti (all’epoca il noleggio a lungo termine) che in realtà oggi è diventato di accezione comune, forse anche dal lavoro fatto da noi in termini culturali. Quando abbiamo cominciato noi, il noleggio auto a lungo termine era un prodotto riservato solo alle aziende e alle partite Iva e non era una formula considerata per il mondo dei privati. In realtà noi, con l’obiettivo di rendere il più possibile accessibile la mobilità ad un numero più ampio di persone a prezzi convenienti, abbiamo individuato nel noleggio a lungo termine la miglior formula, che è “zero pensieri” per l’utente. Da lì abbiamo fatto un percorso evolutivo grazie al nostro reparto interno di R&S, che ci ha portato a creare nuove offerte all’interno della nostra piattaforma, grazie anche alla nostra partnership esclusiva che abbiamo con ALD Automotive, e abbiamo creato la nostra formula “Ricaricar”.

Come funziona “Ricaricar”, esattamente?

Ricaricar è il primo “pay per use” nel mondo dell’auto: ti consente di pagarti i chilometri che effettivamente svolgi. E’ quindi un mix tra un car sharing, in cui però il mezzo non è di tuo possesso esclusivo, e la proprietà dell’auto. Se tu scegli di sottoscrivere un contratto con Ricaricar hai l’utilizzo esclusivo dell’auto che però paghi solo ed esclusivamente quando la utilizzi, per i km che utilizzi. Come funziona? Semplicissimo. Vai sul sito, chiaramente fai il contratto, scegliendoti la macchina che meglio si addice alle tue esigenze con la formula Ricaricar, una volta che hai concluso il contratto e hai la macchina tu puoi andare sul portale e comprare dei tagli chilometrici che vanno da 50 a 800 km, e ci sono anche dei tagli speciali per settimana o weekend, e hai dei costi variabili per chilometri consumati, che vanno da 0,24 a 0,50 cent per km percorso.
Chiaramente questa è una formula altamente innovativa perchè innanzitutto è andato a colmare quello che era un gap di mercato: chiunque utilizzava la macchina per meno di 8mila km l’anno in realtà non aveva formule convenienti per l’acquisto dell’auto: in quel caso l’auto diventava davvero un bene di lusso perchè aveva dei costi molto importanti.
Il secondo gap che siamo andati a colmare è il costo per l’utente dell’auto quando questa sta ferma: ci sono statistiche ormai consolidate che dicono che la macchina stia in realtà ferma il 90% del tempo in cui uno la possiede. Noi abbiamo voluto non far pagare questo tempo.
Queste sono le principali innovazioni immesse e che ci hanno riconosciuto allo SMAU e per cui ci hanno dato questo graditissimo riconoscimento.

Lei prima parlava di un percorso: ci può raccontare qualcosa a questo proposito? Come siete cresciuti in termini numerici, di fatturato e di dipendenti?

La startup è andata online il 9 giugno del 2014. I primi sei mesi sono stati una grande “area test” per assaggiare un po’ com’era il mondo del digital e di quali erano le reazioni di utenti e potenziali clienti circa il fatto di acquistare un’auto sul web: oggi ci sono diverse soluzioni presenti, ma nel 2014 noi siamo stati un po’ dei precursori.
Dal gennaio del 2015 è partita la vera e propria crescita, importantissima: nel 2015 abbiamo fatto oltre 17 milioni di volumi transati, nel 2016 oltre 42 e quest’anno dovremmo arrivare a 65 milioni di volumi transati, secondo i nostri calcoli, sulla nostra piattaforma. Lo scorso anno abbiamo anche venduto migliaia di auto usate, con numeri in continua crescita sia dal punto di vista di visitatori, con 4 milioni di utenti unici entrati l’anno scorso su “Hurry!”. Possiamo dire che siamo entrati in contatto con una grande fetta di italiani e quest’anno i numeri sono ulteriormente in crescita, circa il 40% in più rispetto all’anno precedente.
L’azienda è cresciuta, partendo da 2-3 persone che lavoravano allo svluppo e al lancio dell’idea, fino ad arrivare a circa 35 persone che lavorano stabilmente all’interno dell’azienda, oltre all’indotto.
Ad oggi, oltre al noleggio vendiamo anche macchine usate e prodotti legati al mondo dell’auto, seguendo il modello delle flash sales (ossia offerte limitate nel tempo), offrendo prezzi più bassi dall’8 al 20% rispetto al listino “Quattroruote”, ricondizionate dal punto di vista meccanico e di carrozzeria, con un anno di garanzia.
A breve amplieremo la nostra offerta di prodotti sempre nel solco dell’innovazione per quel che riguarda il noleggio e la vendita di automobili, studiando nuove soluzioni per i clienti, perchè la nostra visione è quella di garantire l’accesso alla mobilità al maggior numero di persone con soluzioni convenienti e pratiche.

Come si cala Hurry nel contesto romano, in cui l’automobile è il mezzo più utilizzato ed è in grandissima parte di proprietà?

“Hurry!” è una piattaforma che, grazie alla Rete, non ha una città di riferimento. Chiaramente, i mercati che più ci danno soddisfazione sono quelli di grandi città italiane come Roma, Torino, Milano e Napoli. Queste sono le prime quattro in termini di vendita: tuttavia, Roma è la città che performa meglio in termini di accessi e di conoscenza di “Hurry!”, nel senso che ad oggi il maggior numero di traffico viene da Roma, anche grazie a campagne ad hoc di comunicazione e pubblicità, andate nelle principali città e poi anche in televisione.
A Roma avvertiamo una grande curiosità. Notiamo come la gente venga sul nostro sito e ci chieda informazioni di ogni tipo: noi abbiamo dei sistemi di chatbot e di chat live per dialogare con chi visita il nostro sito, quindi spesso attraverso le interazioni “live” riusciamo a capire le motivazioni e il profilo dei nostri utenti. Notiamo quindi che la gente si sta incuriosendo e che ha rotto quella barriera iniziale di diffidenza, che alcuni anni fa trovavamo rispetto all’approccio ad un acquisto cosi importante tramite internet. E Roma su questo è stata in questo senso una sorta di “flash mover”: ha iniziato Roma questo processo di evoluzione culturale, almeno dai dati in nostro possesso, visto che è uno dei nostri bacini di utenza più importanti.