3 miliardi di euro per la rinascita di Roma

“Sviluppo Capitale”: così si chiama il Piano industriale da 3 miliardi di euro per Roma avviato ufficialmente lo scorso 17 ottobre a seguito del primo incontro tra i principali stakeholder istituzionali della Città Eterna, per la prima volta tutti insieme seduti attorno a un tavolo per far uscire Roma da una situazione di forte impasse economica e produttiva.

Lunga la lista dei partecipanti alla riunione, avvenuta presso il Ministero dello Sviluppo Economico. A Via Veneto si sono confrontati insieme al Ministro del MISE Carlo Calenda, il Presidente della Regione Nicola Zingaretti, il sindaco di Roma Virginia Raggi, i segretari nazionali di CGIL, CISL e UIL (Susanna Camusso, Anna Maria Furlan e Carmelo Barbagallo) e i corrispondenti territoriali di Roma e Lazio. A rappresentare il mondo imprenditoriale romano il presidente della Camera di Commercio di Roma Tagliavanti, di Unindustria Tortoriello, dell’Acer Rebecchini, di Confcommercio Borghi e il presidente di Confesercenti Gianmaria.

Tema dell’incontro è stato lo sviluppo economico di Roma: dal 2008 ad oggi, Roma è sempre meno competitiva. Il PIL cittadino è diminuito del 15% nel periodo considerato, la percentuale di disoccupazione giovanile è scesa di 9 punti percentuali, in quanto a sviluppo della Green Economy Roma è la 45esima capitale su 50, il numero di imprese a valore aggiunto presenti nella città diminuiscono, come quello relativo alle imprese strutturate (-13% di Società per Azioni), mentre aumenta il commercio low-cost.

Roma, incredibile ma vero, soffre anche sul versante turistico: nella Caput Mundi la permanenza media è scesa dello 0,5% dal 2011 al 2015. Come destinazione congressuale, Roma è fuori dalla top ten, anche se è la prima italiana al 20° posto.

L’istantanea scattata dal MISE evidenzia anche il degrado urbano romano, con il crollo del valore aggiunto nelle costruzioni del 25% dal 2008 al 2016.

A fronte di tale situazione, i vari stakeholder hanno portato le loro proposte in merito ai 5 pilastri su cui poggia il Piano Industriale per Roma, ossia: competitività e innovazione, energia e mobilità sostenibile, interventi settoriali per occupazione e produzione, turismo, riqualificazione urbana.

Per quel che concerne il pilastro “Competitività e Innovazione” verrà finanziato l’accesso al credito per le PMI allo scopo di favorirne investimenti e crescita e inoltre saranno destinate risorse per incoraggiare le startup innovative, la digitalizzazione e l’internazionalizzazione delle imprese. Su questo pilastro la somma complessiva messa sul tavolo dai vari attori coinvolti è stimata in 981 milioni di euro: di questi 189 verranno dalla Regione Lazio e fino a 700 dal MISE.

Il secondo pilastro, “Mobilità ed Energia Sostenibile”, sarà l’ambito in cui verranno realizzati investimenti ed azioni per rinnovare il parco veicolare pubblico, ridurre le emissioni di CO2, digitalizzare il trasporto pubblico locale, ottimizzare la distribuzione urbana delle merci e riqualificare gli edifici pubblici a livello energetico. Per questi obiettivi, il Comune di Roma, la Regione e il Ministero dello Sviluppo Economico impegneranno risorse per 516 milioni di euro, di cui quasi la metà arriveranno dal dicastero di Via Veneto. Una parte di questa cifra servirà per ammodernare la flotta autobus ATAC, attraverso l’acquisto di 650 nuovi mezzi elettrici, a metano e a diesel.

Il pilastro relativo agli interventi settoriali per l’occupazione e la produzione è ampio e andrà a toccare diversi comparti: aerospazio, agrifood, commercio, scienze della vita (farmaceutica, biotecnologie), sport e industria creativa. Per ciascuno di essi saranno previsti interventi dedicati al distretto aerospaziale, alla valorizzazione dell’agricoltura sociale e di startup per giovani agricoltori, alla digitalizzazione dei distretti commerciali di Roma tramite la creazione di reti di impresa e la riqualificazione dei mercati rionali.

Nel settore delle Scienze della Vita verrà creato un Hub di rilevanza internazionale che colleghi le istituzioni scientifiche col mondo delle imprese e stimoli lo sviluppo economico di tutta la filiera.

Un altro Hub, sul modello “Singapore Sports Hub” lo si intende realizzare a Roma per mettere a sistema tutte le aree cittadine a vocazione sportiva, partendo dal Parco del Foro Italico e dando nuovo valore alle strutture del Quartiere Flaminio (si pensi al Palazzetto di Viale Tiziano e al decadente Stadio Flaminio), dell’Acqua Acetosa e di Villa Borghese.

A chiudere la parte degli interventi settoriali, è il segmento riguardante l’industria creativa (cinema, teatro, musica) in cui ci si prefigge di rafforzare il tessuto produttivo locale, le manifestazioni culturali esistenti a Roma (come il Festival del Cinema di Roma o “Musica per Roma”) e di crearne di nuove.

Per tutte le aree sopra descritte, saranno messi a disposizione da Regione e Comune di Roma circa 320 milioni a cui andranno ad aggiungersi altri 438 di risorse nazionali, una parte delle quali sarà destinata a Roma.

Il Pilastro del Turismo saranno già disponibili quasi 73 milioni di euro più un monte di altri 60 stanziati dal MISE, mentre altre risorse dovranno essere quantificate succesivamente per coordinare e riqualificare l’offerta turistica di Roma Capitale, rafforzare il turismo congressuale e potenziare le strutture ricettive romane, valorizzando gli immobili e le aree disponibili. Oltre a tutto ciò, sarà valorizzato il patrimonio culturale di Roma e del Lazio tramite la creazione di un distretto tecnologico dedicato.

La quinta e ultima “colonna” del Piano “Sviluppo Capitale” si concentra sulla riqualificazione urbana, su cui verranno investiti oltre 858 milioni di euro, di cui circa la metà da fondi di Cassa Depositi e Prestiti. Tra gli obiettivi prefissati il recupero urbano di centro e periferie, la manutenzione del manto stradale e il rilancio di nuove aree pubbliche come l’ex Fiera di Roma, l’ex caserma “Guido Reni” e gli ex Uffici delle Dogane.

Infine, sempre in questo ambito verrà dato il via ad investimenti in ricerca e sviluppo per la bioedilizia, nella sicurezza della città attraverso l’installazione di un sistema di video-sorveglianza e in opere di riqualificazione sia per il fiume Tevere che per 90 scuole di Roma, con interventi mirati di messa in sicurezza degli edifici.

Progetti ambiziosi a cui, come accennato sopra, saranno messe a disposizione risorse concrete da parte dei principali stakeholder cittadini e regionali: a fare la parte dei “leoni” saranno i soggetti istituzionali, con il Comune di Roma che impegnerà 180 milioni, la Regione 931 e almeno altri 928 verranno da fondi governativi. A queste cifre, si aggiungeranno 790 milioni da investitori pubblici e privati.

Oltre alle risorse messe sul Tavolo per Roma, ad essere importante è l’ideazione stessa di una governance condivisa e permanente: a decidere sulle priorità da definire e le iniziative da intraprendere, saranno proprio le istituzioni sopra riportate, ossia Governo (tramite il Ministero dello Sviluppo Economico), la Regione Lazio, il Comune di Roma e le organizzazioni datoriali e sindacali più importanti. Ad eseguire i loro “input” saranno soggetti di primissimo piano come la CONSIP (la Centrale Acquisti per la PA), l’ICE (Istituto per il Commercio Estero) e Invitalia (Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa S.p.A., il cui Ministero dell’Economia è unico azionista), che fungeranno da stazione appaltante e centrale di committenza.

Come specificato dal ministro Calenda questo passaggio “non sarà un commissariamento per Roma” e anche la stessa sindaca, ha dichiarato la propria sintonia con i propri partner istituzionali, chiarendo come “su Roma si vince o si perde tutti insieme”. A sintetizzare in poche parole l’unità di intenti dei partecipanti alla Cabina di Regia, ci ha pensato il presidente della Regione Lazio Zingaretti affermando che tutti insieme saranno “coprotagonisti del rilancio di Roma”. Un rilancio che non può più aspettare.