Visite record a Roma e provincia in musei e siti storici statali

Monumenti e musei statali sempre più visitati, a Roma e nel suo hinterland: a dirlo sono gli ultimi dati aggiornati del Ministero dei Beni Culturali (MIBACT), relativi al numero di visitatori e agli introiti generati dalla fruizione delle aree archeologiche e museali di competenza statale durante il periodo gennaio-aprile dell’anno in corso.

Per l’area metropolitana di Roma, che comprende 120 comuni oltre Roma, sono interessati alla rilevazione statistica ufficiale 64 beni culturali tra musei, siti archeologici e musei del MIBACT in questo territorio. Tra questi, spiccano il Colosseo, il Foro Romano, il Pantheon e, per andare oltre il Raccordo, l’Abbazia Greca di San Nilo a Grottaferrata o la Necropoli etrusca della Banditaccia a Cerveteri.

I visitatori totali da gennaio ad aprile di quest’anno sono stati oltre 6 milioni e 400mila. Un risultato molto incoraggiante se confrontato con il dato dello stesso periodo del 2016, in cui il “contatore” si è fermato a 5 milioni e 700mila visitatori: il saldo positivo registrato è di circa 690mila unità (+12%).

Andando ad analizzare nel dettaglio le performance dei singoli musei e delle singole aree archeologiche, sono degni di nota alcuni dati dall’aggregato totale. Tra i musei ad ingresso gratuito, sono diversi quelli che hanno fatto registrare un “boom” di presenze rispetto allo scorso anno.

Il primo a mettersi in luce è il Monumento a Vittorio Emanuele II (altrimenti detto “Vittoriano”) che ha totalizzato oltre 730mila visitatori da gennaio ad aprile di quest’anno, contro gli appena 137.685 del 2016: sono quasi 600mila persone in più, per un aumento percentuale monstre del 430%. Il museo “Giacomo Manzù” di Ardea ha invece aumentato del 215% il numero di visitatori, passando da 504 a 1.588 unità. Il Museo “Mario Praz” di Roma ha invece incrementato del 90% i propri ingressi, passando da 610 visitatori non paganti a 1.163.

Tra i musei e i siti archeologici a pagamento non si può non citare il risultato finora raggiunto dal Circuito Archeologico formato da Colosseo, Foro Romano e Palatino. In questo scorcio di 2017 i visitatori complessivi sono stati oltre 2 milioni, contro il milione e 700 mila dello stesso quadrimestre dello scorso anno (+16%). Facendo la tara tra ingressi gratuiti e a pagamento, tuttavia, si registra un incremento anche di questi ultimi: per quest’anno sono un milione e mezzo i visitatori che hanno pagato il biglietto, contro il milione e 300mila dell’anno passato. Significativo il balzo in avanti anche per ciò che riguarda le entrate originate dalle visite: gli introiti lordi per questa prima parte del 2017 sono pari a circa 13 milioni di euro, contro gli 11 milioni e 300mila del periodo omologo 2016.

Ma non è finita qui: molti altri monumenti o musei hanno aumentato di molto le proprie presenze, come ad esempio la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea e la Domus Aurea.

La residenza neroniana ha registrato in poco più di un anno un incremento nelle visite gratuite del 49%, passando da 10mila e 700 visite a 16mila nel giro di un anno.

La Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea, che ospita al suo interno tra i vari capolavori esposti alcune sculture di Canova e quadri di Degas, Monet e Van Gogh, ha aumentato del 75% gli ingressi a distanza di 12 mesi. Sono infatti 89mila i visitatori complessivi (32mila i paganti) mentre nel 2016 il numero di visite si attesta sui 50mila totali, che fanno quasi da soli il numero di persone che hanno visitato la Galleria gratuitamente fino ad aprile 2017. Un aumento del pubblico pagante porta con sé anche maggiori entrate: se nel 2016 dai biglietti venduti erano stati ricavati 134mila euro, da gennaio ad aprile di quest’anno ne sono entrati 294mila.

Per pochi altri beni culturali si registra invece una flessione nelle presenze: presso la Villa di Livia le presenze sono diminuite del 34% o presso la Necropoli di Porto e l’Area Sacra di Fiumicino, dove i visitatori sono scesi del 22%.

Gli Scavi di Ostia Antica restano stabili, perdendo solo lo 0,93% dei visitatori. A Capena, l’area archeologica di Lucus Feroniae e l’annesso museo archeologico vede diminuire gli ingressi solo dello 0,23%.

Nel complesso, tuttavia, il saldo è positivo anche per ciò che riguarda gli introiti totali prodotti dall’aumento delle presenze di visitatori paganti: se nel primo quadrimestre 2016 le entrate ammontavano a 17 milioni, nello stesso periodo del 2017 queste erano pari ad oltre 20 milioni, ossia il 20% in più. Va sottolineato come il Circuito Archeologico che comprende Colosseo, Foro Romano e Palatino copre quasi il 59% degli introiti complessivi nel quadrimestre gennaio-aprile 2017, come è naturale che sia considerato il valore e il prestigio che ha già da solo nel mondo l’Anfiteatro Flavio.

A confermare l’aumentato interesse per molti musei e siti archeologici statali, è il record di presenze raggiunto durante questo caldo Ferragosto trascorso da poco presso alcuni importanti luoghi della cultura a Roma. Il 14 e il 15 agosto 21.635 ingressi sono stati registrati al Colosseo, 4.170 al Palatino e 3.723 al Foro Romano. Nella sola giornata di Ferragosto, invece, 1.077 persone hanno visitato il Museo Nazionale Romano, 1.932 quelli alla Galleria Borghese, 849 invece si sono goduti le opere d’arte esposte alla Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea.