Roma svela i suoi luoghi segreti

Il 28 settembre è una data da segnare sul calendario di tutti coloro che amano la storia e l’arte romana: da questo giorno, infatti, partirà la sperimentazione voluta dalla Soprintendenza Speciale di Roma riguardo all’apertura al pubblico di otto luoghi rimasti finora “segreti”, unici al mondo, situati nell’area del Foro Romano e del Palatino.

Pagando un biglietto supplementare i visitatori potranno godersi, attraverso tecnologie immersive e supporti divulgativi, autentici tesori: a questa categoria appartengono le aree monumentali e museali protagoniste di questa iniziativa. Al Palatino saranno fruibili il Criptoportico Neroniano, il Museo Palatino, la Casa di Augusto e quella di sua moglie Livia, l’Aula Isiaca (dedicata al culto della Dea Iside) e la Loggia Mattei.  Presso il Foro Romano, invece, potranno essere apprezzati altri luoghi antichi come la chiesa di Santa Maria Antiqua, il Tempio di Romolo, l’Oratorio dei quaranta martiri e la Rampa imperiale di Domiziano.

Ognuno di questi monumenti contiene particolari che verranno sottolineati e valorizzati tramite tecnologie multimediali di alta qualità. Tali tecniche innovative porranno il visitatore al centro del racconto, in modo da permettergli di ammirare l’arte e la pittura di diverse epoche storiche che vanno dalla Roma tardo repubblicana al Rinascimento: nel Museo Palatino, ad esempio, verranno proiettati video che mostreranno l’evoluzione architettonica di Roma dalle prime capanne preistoriche per passare alle differenti fasi vissute dall’antica Roma.

Una delle “perle” finora poco accessibili è Santa Maria Antiqua: cappella palatina (e poi sede vescovile di Roma) nata sui resti di un pezzo del palazzo imperiale, sarà valorizzata ulteriormente da un percorso multimediale con proiezioni lightmapping e videomapping attraverso cui saranno messi in evidenza la più importante serie di affreschi bizantini a Roma, fondamentale testimonianza di un’arte che ad Oriente è andata scomparendo dopo il furore iconoclasta del 726 d. C.  che portò alla distruzione delle immagini religiose nell’Impero Bizantino.

Martina Almonte – Soprintendenza Speciale di Roma

Per sapere i dettagli di questa interessante iniziativa culturale, Centoventuno.it ha intervistato una delle personalità che hanno curato questo progetto, ossia la dott.ssa Martina Almonte, archeologa presso la Soprintendenza Speciale di Roma.

Dott.ssa Almonte, può raccontarci brevemente come si è arrivati a rendere pienamente accessibili, nell’ambito di questo progetto, luoghi splendidi come la chiesa di S. Maria Antiqua o la Casa di Augusto? Quali sono state le maggiori difficoltà, se ne avete incontrate durante le varie fasi del progetto?

Questo progetto è nato come una sfida per riuscire a rendere dei luoghi preziosi accessibili non solo in maniera straordinaria, cioè con visite guidate su prenotazione (come era il caso della casa di Augusto e di Livia), o in occasione di mostre (Santa Maria Antiqua e Tempio del Divo Romolo), o addirittura solo con rare aperture (Loggia Mattei-Aula Isiaca). Le difficoltà risiedevano nella carenza di personale di accoglienza e nella delicatezza dei luoghi, che non possono essere visitati dalle decine di migliaia di visitatori che ogni giorno arrivano nel circuito Colosseo – Foro Romano e Palatino.

In che modo siete riusciti a superare questi ostacoli?

Il biglietto supplementare ci ha permesso di superare entrambe le difficoltà: ci permette di contingentare i visitatori e con i ricavi maggiorati possiamo avere personale di accoglienza aggiuntivo. Adesso abbiamo sul Palatino un percorso ideale dedicato alla pittura romana tardo repubblicana ed alto imperiale, fino alle suggestioni di questa sul Rinascimento, e un altro percorso che presenta al visitatore la fase tardo antica e alto medievale del Foro, con gli apparati decorativi e le forti suggestioni derivanti dall’affermazione del Cristianesimo, in quella che era stata la culla del paganesimo romano.

Quali altri “luoghi segreti” potrebbero essere aggiunti agli otto visitabili dal 28 settembre?

Particolarmente a cuore a tutti noi è la riapertura della Curia Iulia, monumento imprescindibile per la comprensione di quello che era e rappresentava il Foro Romano. Tra i siti che potremmo aggiungere potrei citare: la Domus Transitoria, il Pedagogium, la Scola Praeconum, la Coenatio Rotunda della Domus Aurea, la casa di Scauro con il cosiddetto Lupanare, il complesso archeologico conservato sotto Santa Anastasia. Inoltre sono in corso i lavori per il nuovo Museo del Foro, che riserverà grandi sorprese.

Di questi otto monumenti, ce n’è uno che consiglierebbe di vedere in particolar modo? E perché?

La casa di Augusto: qui si può osservare il momento di passaggio tra Repubblica e Impero, una suggestione pazzesca. La domus è stata splendidamente restaurata e stiamo preparando una bella sorpresa: un progetto multimediale di grande raffinatezza e immediata leggibilità. Indimenticabile.

Come giudica l’incremento di oltre il 6% dei visitatori presso il circuito Colosseo, Foro Romano e Palatino registrato in questi primi sei mesi del 2017?

Indubbiamente il nostro patrimonio è capace di attirare flussi turistici ancora maggiori. Tuttavia il vero obiettivo è aumentare sì, ma le offerte culturali. Solo così aumenteremo la soddisfazione di tutti e invoglieremo il visitatore a cercare un diverso rapporto con la cultura: non solo mordi e fuggi, ma anche più consapevole, alla ricerca di qualcosa in più. Con il nuovo biglietto il visitatore sarà invogliato ad entrare al Foro-Palatino per due giorni consecutivi e, magari, vorrà tornare l’anno dopo sapendo che l’offerta culturale è stata ulteriormente implementata e variata.

Oltre al progetto “Luoghi Segreti”, in che modo si sta valorizzando l’area archeologica centrale, tutelata dalla Soprintendenza Speciale? A tal fine, si stanno preparando altre iniziative per il futuro?

I progetti che bollono in pentola sono molti e diversificati. La ricostruzione attraverso tecnologie immersive di realtà virtuale non è più una novità: la differenza è tutta nella qualità. Per questo siamo particolarmente orgogliosi del nuovo progetto di visita al cantiere di Domus Area, resa indimenticabile dall’installazione in realtà virtuale all’interno della Sala della volta dorata, fruibile con l’oculus rift. E tra breve presenteremo anche i nuovi percorsi all’interno del Colosseo.