A “Blast” le startup di Roma

Dal 10 al 12 maggio, come anticipato, si è svolto “Blast”, uno degli eventi di punta della “Rome Startup Week” che si è tenuta nella Capitale dallo scorso 8 maggio fino al 12, con eventi ed incontri lungo tutta la settimana.

Nella cornice della Fiera di Roma – ente co-organizzatore di “Blast” – si sono mostrate ad investitori ed imprese interessate moltissime startup provenienti sia dall’Italia che dall’estero, attive nei settori della realtà virtuale/aumentata, del fintech (ossia la digitalizzazione dei servizi finanziari e bancari), del foodtech (tecnologia applicata all’alimentazione) e del settore relativo all’Industria 4.0 e Intelligenza Artificiale.

A rappresentare Roma e il Lazio erano presenti 24 aziende innovative, nate negli ultimi anni ma desiderose di farsi conoscere e di trovare contatti utili per la loro idea di business.

Centoventuno.it ha potuto intervistare molti dei founder che hanno partecipato a Blast per capire più da vicino l’ecosistema delle startup di Roma.

Davide Angelelli di “Virtual Mind”, una startup nata a Roma nel 2017 con oltre 150 brevetti italiani ed internazionali, ci illustra in poche parole l’attività della sua impresa: “I prodotti più importanti di Virtual Mind sono in almeno 3 settori: il primo, nella registrazione delle immagini a 360 gradi, tramite una telecamera che riprende il mondo a 360 gradi, ma che può essere applicata anche in altri ambiti come il mondo aerospace e autonomotico ma anche nel biomedicale perché può essere miniaturizzata per essere utilizzata per endoscopie e colonscopie. Lavoriamo anche nella ripresa delle immagini dall’alto attraverso dei droni manufatti da noi, in cui è integrata una tecnologia “360°” e molte applicazioni elaborate da noi sono presenti a bordo della porta elicotteri “Garibaldi” della Marina Italiana, come ad esempio sensori o divisori tridimensionali.”.

A proposito di sensori, a Blast era presente “Airgloss”, una startup di Roma che ha visto la luce nel 2014 e che si occupa del rilevamento della qualità dell’aria, come ci ha spiegato il tecnico Ciro Formisano: “Airgloss si occupa principalmente di smart home in particolare del monitoraggio negli ambienti in cui vivono le persone o negli uffici e ha come obiettivo quello di portare confort e sicurezza negli ambienti domestici e negli ambienti di lavoro. I nostri prodotti sono caratterizzati da un sensore (unità OIM) che abbiamo prodotto noi: all’inizio era un “naso” elettronico dalle dimensioni abbastanza ingombranti, pesava un chilo! Noi lo abbiamo ridotto tanto da farlo diventare uno dei “nasi” elettronici più piccoli se non il più piccolo al mondo, dotato di intelligenza artificiale. Infatti, ha modo di capire cosa c’è nell’aria, se ci sono contaminanti o sostanze chimiche che possono danneggiare la salute.”.

Un’altra startup, la “Olab”, nata e cresciuta a Nettuno, ha mostrato ai visitatori i propri prodotti: un chatbot, ossia un applicativo software che grazie a degli algoritmi di Intelligenza Artificiale è in grado di comprendere delle richieste in linguaggio naturale e rispondere fornendo informazioni presenti in una base di dati e una piattaforma di quiz, pensata per fini didattici ed educativi, già sperimentata in alcuni istituti scolastici.

Rientra nella categoria “Intelligenza Artificiale” anche “Nextwin”, una startup che è anche il nome di una piattaforma  dedicata agli appassionati di pronostici sportivi, che permette di giocare “for fun” ai principali eventi sportivi di riferimento (calcio, basket, tennis, Formula 1 ecc.) il tutto senza utilizzare soldi reali ma solo una moneta virtuale, senza rischi.

Abbiamo creato un secondo prodotto che si chiama Invictus – mi dice il founder Alessandro Salvati che è un’intelligenza artificiale che dà a coloro che vogliono andare a scommettere per davvero una serie di consigli su quella che è la scommessa da effettuare sugli eventi sportivi. Lo facciamo utilizzando big data e algoritmi di tipo predittivo”.

Per quel che rigurda il settore dell’ “internet of things” (internet delle cose), ossia la connessione alla Rete di qualunque oggetto, c’è la startup romana “Filo”, nata nel 2014 e che ha creato un un piccolo dispositivo bluetooth che aiuta a ritrovare gli oggetti perduti con un’applicazione. Come funziona? “Lo attacchi ad un oggetto – ci risponde Andrea Gattini, il marketing director dell’azienda – e con un’applicazione riesci a monitorare dove si trova nel raggio bluetooth di circa 50 metri e puoi trovarlo facendo suonare il dispositivo tramite l’applicazione o, ad esempio, a visualizzare nella mappa dove si trova oppure, nel caso sia un telefono l’oggetto da trovare, puoi fare suonare il cellulare premendo il pulsante anche se è in silenzioso”.

Nel campo del Terzo Settore è molto attiva invece “Cloudwise” con progetti per non vedenti, malati, disabili e anziani utilizzando le tecnologie del cloud computing: tra questi, sottolineano i founder presenti al tech event, “il Gonio Probe, un brevetto internazionale dell’Università ‘La Sapienza’ di Roma e nato dalla collaborazione con la Facoltà di Fisica Nucleare Medica, che permette di rilevare al 100% il linfonodo sentinella (ossia il primo ad essere aggredito da metastasi, ndr) e poi stiamo realizzando un altro progetto con l’Università di Roma ‘La Sapienza’ presso la facoltà di Fluidodinamica del Prof. Romano, riguardante un veicolo elettrico a 4 ruote dedicato ai portatori di handicap, ai disabili motori, o agli anziani, per far sì che questi possano vivere parchi, spiagge, percorsi ciclabili su un veicolo che è controllato via satellite e vive, e si muove, sempre nell’ambito di un cloud sempre controllato e monitorato”.

Non potevano mancare startup legate al “green” e al “bio”: Biopic, una delle aziende finaliste della “Blast Wars” (competizione in cui c’erano in palio 30mila euro alla migliore startup) ha proposto ai visitatori della Fiera di Roma l’idea di poter crescere delle piante pur non avendo il pollice “verde”. Come ci hanno spiegato i rappresentati di “Biopic”, “con delle stuoie chiamate ‘semina facile’ al cui interno abbiamo già posizionato dei semi biologici delle piante che si vuole coltivare e anche il concime biologico: non serve fare altro che poggiare la stuoia sul terreno e bagnarla con l’acqua!”. Un’altra innovazione proposta, inoltre, riguarda una struttura chiamata “Dolce Vita”, che permette di coltivare delle piante in appartamento e di poterle trasportare dove si vuole con un carrello in cui sono inseriti più vasi: in ognuno di essi ci sono delle luci artificiali che sono “stimolatori di fotosintesi e sono l’esatto “sole” per le piante, per frequenza e colori. In questo modo le piante crescono in una maniera molto maggiore rispetto al normale ma in un modo del tutto naturale perché viene stimolato il processo di fotosintesi della pianta, come se avessero sempre il sole. L’illuminazione, inoltre, si può controllare da remoto tramite una semplice app”.

Un’altra impresa innovativa in ambito ecologico presente con un suo stand alla Fiera è “Impatto Zero”, che ha proposto ai propri investitori la tecnica di coltivazione organica “acquaponica”, ossia la combinazione dell’acquacoltura con la tecnologia idroponica (a bassa impronta di carbonio), “dando alle piante il maggior apporto possibile di nutrienti” specifica il founder Davide Balbi.

Per ciò che riguarda il settore del foodtech, per Roma c’era “Artichalk”, una piattaforma online per il controllo e miglioramento delle abitudini nutrizionali e il livello di attività fisica. Per rendere possibile questo scopo, tale piattaforma informa gli utenti sui valori nutrizionali dei cibi consumati e fornisce quindi elementi utili a favorire una dieta bilanciata, in modo da far diffondere buone pratiche a tavola. Artichalk inoltre interagisce con altri partner per l’ordine e la consegna dei cibi a casa.

Per il fintech era a Blast la startup “Mio Assicuratore”, un broker online che propone ai propri clienti polizze assicurative diverse da quelle auto, tra cui quelle per i rischi professionali, sanitarie o per la casa. “A differenza di altri competitor – precisa Alessandro Casertano, direttore amministrativo della azienda – che fondamentalmente rimandano ai siti delle compagnie assicuratrici, facendo una pura attività di intermediazione, noi curiamo il cliente perché siamo noi direttamente a mettere le polizze facendo le richieste alle compagnie.”

Nell’ambito dell’Industria 4.0 e gli smart services, abbiamo intervistato altre due startup romane. Una è Manet: “Abbiamo realizzato uno smartphone personalizzato che mira a sostituire il telefono fisso di alberghi, b&b, case vacanza di fascia media, alta e di lusso”, ci racconta uno dei founder, Luca Liparulo. “Il telefono consente all’ospite di fare chiamate nazionali e internazionali e di avere una connessione internet illimitata, anche fuori dalla struttura e in giro per la città durante il soggiorno, in più offre servizi di tipo sia turistico come guide, mappe, suggerimenti enogastronomici  e sia relativi alla struttura con la possibilità di prenotare ad esempio il room service, oppure una Spa, direttamente dal telefono. L’hotel, da parte sua, ha un portale web con cui controlla tutto il sistema, gestisce i dispositivi, raccoglie dati statistici, comunica con gli ospiti” .

Nello stesso ambito era presente a Blast con il suo stand anche “Ablio”, che invece offre “servizi di interpretariato, di traduzione verbale e linguistica, da ogni lingua in ogni lingua erogati da remoto, via telefono, cellulari, o computer, disponibili quindi sempre e dovunque, dove gli operatori operano da remoto, tramite una piattaforma che permette a un utente di avere un interprete in linea e di gestire le sue esigenze di comunicazione, nella maniera che ritiene più appropriata” come ci spiega il founder Giulio Monaco.

Il bilancio conclusivo della manifestazione è positivo: sono state 81 le startup presenti con i loro spazi espositivi, 60 gli speaker coinvolti e numerosi gli incontri avvenuti tra investitori e aziende.

Al termine dell’evento, questo il giudizio dei co-organizzatori Alessia Gianaroli e Rosbeh Zakikhani: ““Si conclude una sfida vincente nella quale assieme a Fiera di Roma abbiamo creduto sin dall’inizio assieme ai numerosi partner e agli sponsor dell’iniziativa. Nel corso di questi 3 giorni, l’Italia si è confermata uno dei poli più importanti dell’innovazione internazionale e questo ci rende orgogliosi del lavoro svolto finora, e che è destinato a non fermarsi”.