Posti in piedi al centro storico

La bella stagione è alle porte: Roma da sempre vive di turismo, ed i tanti locali e localetti del centro hanno tra gli alleati più importanti la magnifica coreografia offerta dai vicoli della città.

Molti di questi locali, specialmente i piccoli ristoranti e le pizzerie, offrono posti a sedere direttamente di fronte alle porte d’ingresso, dando agli avventori la sensazione di essere un po’ romani, di vivere cioè al centro della metropoli da sempre. Purtroppo ai sorrisi dei turisti fanno spesso eco le proteste dei residenti, le lamentele di chi sulle strade ci transita ed è spesso costretto a fare improbabili slalom tra sedie, tavolini e camerieri affannati.

Negli ultimi vent’anni l’Amministrazione comunale di qualunque colore e schieramento si è data un gran daffare per cercare di regolamentare la movida notturna ed il transito diurno dei turisti, ottenendo purtroppo l’unico risultato di mortificare e ridurre le proposte dei locali, senza migliorare concretamente né la qualità dell’offerta né tantomeno la vita dei residenti.

Dalla gestione Alemanno abbiamo ereditato ad esempio il divieto di bere alcoolici in bottiglia ma solo in bicchieri di plastica, facilmente aggirabile e difatti eluso in continuazione, specialmente a causa della miriade di piccoli chioschi e rivendite che popolano i vicoli del centro storico che vendono birra in bottiglia fino alle prime ore dell’alba.
Anche l’obbligo di servire alcoolici fino alle due di notte come limite massimo è stata un’idea della stessa amministrazione, poi ripresa da Marino e mantenuta a quanto pare finora anche dalla Sindaca Raggi, ma apparentemente al netto del danno economico per i vari locali costretti a rinunciare ad almeno tre ore di lavoro intenso (e relativi incassi) ogni giorno non è certo questa la soluzione per i mali della movida, come testimonia anche la recente petizione presentata dai residenti trasteverini all’amministrazione per protestare contro gli schiamazzi notturni.

Va detto, di contro, che spesso le proteste dei cittadini sono più che giustificate. I residenti vivono in zone estremamente trafficate, dove a volte anche un tavolino o una sedia in più possono fare la differenza fra rientrare in casa o non poter uscire perché lo scooter rimane bloccato, e sopportare ogni notte schiamazzi e vociare fino all’alba metterebbe a dura prova i nervi di chiunque.
Spesso infatti i proprietari dei locali non vanno per il sottile quando si tratta di occupare con i tavolini il suolo stradale, e laddove hanno autorizzazioni per due o quattro tavoli ne mettono rapidamente il doppio o il triplo, ostruendo la strada.

Basta una passeggiata per il centro storico per capire che la situazione è davvero disagevole, con lo spazio per camminare ridotto ad un viottolo tra i tavolini e gli arrembanti promoter dei locali.

L’abusivismo è reato, anche se effettivamente i passi mossi dall’amministrazione per reprimerlo forse dovrebbero essere rivisti.
Infatti il nuovo regolamento dell’Assemblea capitolina prevede una tariffa che definire irrisoria è dir poco: 78 centesimi al giorno per un tavolino nel centro storico

In effetti, commisurata alle multe che vengono estese è perfettamente in linea con le tariffe: in media sei volte al giorno gli agenti della Municipale staccano contravvenzioni decisamente poco “temibili”, un massimo di 200 volte il costo della licenza.

In pratica ottenere un tavolino nei pressi della Fontana di Trevi costa 78 centesimi al giorno, metterne uno abusivo può costare un massimo di quasi 150 Euro, un rischio calcolato e decisamente affrontabile da ristoranti che definire costosi è un eufemismo.

A questi regolamenti decisamente fuori dalla realtà fa però da contraltare la consueta inefficienza dell’Amministrazione nei confronti di quei pochi che vorrebbero rispettare le regole ma che cozzano contro un muro di gomma.
Camminando lungo corso Vittorio Emanuele si incontra, poco prima di Castel Sant’Angelo, una simpatica trattoria molto romanesca, sia nei prodotti (porchetta ed altre specialità tipicamente locali) che nell’arredamento.
Recandosi là per un panino negli ultimi giorni, a ridosso quindi dell’inizio della stagione turistica e nel mezzo tra due “ponti” decisamente interessanti dal punto di vista dei ristoratori, ovvero Pasquetta e la Liberazione, si sarebbe potuto leggere affisso sulla porta d’ingresso un cartello in cui i proprietari si lamentavano dei ritardi degli uffici nel rilasciare le autorizzazioni per i posti a sedere all’esterno, impedendo di fatto al ristorante di lavorare.

Curioso, specialmente considerando che pochi passi più in là un altro ristorante occupava coi suoi tavolini larga parte della piazzetta pedonale antistante.

Indagando un po’, abbiamo scoperto uno dei tanti casi quasi paradossali che ogni giorno vive chi cerca di fare imprenditoria a Roma: in pratica, nella lotta ai tavolini abusivi ci si è impegnati talmente tanto che alla richiesta del titolare del ristorante di poter aggiungere dei posti a sedere all’esterno il Campidoglio ha risposto, dopo molti mesi di attesa, che non era possibile dal momento che l’altro ristorante, preesistente, aveva già preso tutto lo spazio disponibile sulla piazza, vale a dire 3 metri e sessanta centimetri.

La cosa grave è che lo spazio era calcolato su una via non pedonale, come al contrario è la piazzetta in questione, e quindi il titolare del locale, che aveva fatto regolare richiesta per ottenere quel che sarebbe stato suo diritto, ha invece ricevuto un diniego basato su una norma legata ad una condizione della strada che ormai non esisteva più.
Ciò che più appare incredibile è che il luogo in oggetto si trova in pieno centro, con pattuglie di vigili che molte volte al giorno passano e ripassano per la piazzetta, e nessuno si sia preso la briga di andare fisicamente a vedere quale fosse la situazione, basandosi solo su carte e timbri.

Alla beffa, per i proprietari, si aggiunge un danno non indifferente, poiché come è chiaro il ristorante accanto lavora in una condizione ottimale e riscuote più successo anche grazie ai posti a sedere ed all’incantevole sfondo.

Ma questo è solo una delle tante contraddizioni che vive sulla propria pelle ogni giorno il romano, vittima dell’inefficienza sia da residente che da imprenditore.
L’estate 2017 si preannuncia una delle più ricche di sempre dal punto di vista del flusso turistico in entrata: non è ancora tardi per darsi una regolata.