Il maggio romano dell’innovazione

Dall’8 al 14 maggio l’innovazione fa tappa a Roma, con una settimana ricca di eventi, workshop e seminari, molti dei quali sotto l’insegna della “Rome Startup Week”, la prima settimana italiana dedicata al mondo delle startup e del venture business, organizzata dall’associazione Roma Startup, il network che riunisce gli operatori più importanti della filiera delle startup della Capitale.

Sponsorizzata da player globali di primissimo piano come Google e Cisco, la “Rome Startup Week” offre un nutrito programma di iniziative: tra queste, momenti di confronto tra imprenditori di successo durante l’evento “Cacciatori di unicorni” o tra soggetti pubblici e privati sul tema della legislazione delle startup promosso da Allied for Startups (l’associazione mondiale del movimento startup) o sul tema dei nuovi hub dell’innovazione organizzato da SCALE (Startup City Alliance of Europe), l’organizzazione che riunisce le maggiori startup city europee.

Oltre a questi incontri più “isituzionali”, durante questa settimana i riflettori saranno puntati anche e soprattutto sulle startup italiane ed europee e su chi vuole investire su progetti innovativi d’impresa.

Uno dei “fari” in questo ambito sarà “Blast”: è il primo evento-esposizione internazionale, che si terrà alla Fiera di Roma dal 10 al 12 maggio, in cui al massimo 150 startup selezionate potranno incontrarsi con investitori di tutta Europa, imparare da professionisti affermati (tra gli speaker presenti il Ceo di Softonic Scott Arpajian e Tanya Solman, venture partner di “500 Startups”) e competere tra loro per un premio finale in denaro.

Questa prima edizione si concentrerà su cinque settori strategici: realtà virtuale/aumentata, fintech (ossia la digitalizzazione dei servizi finanziari e bancari), foodtech (tecnologia applicata all’alimentazione), Industria 4.0 e Intelligenza Artificiale.

Per saperne di più, Centoventuno.it ha intervistato Alessia Gianaroli, co-founder di Blast.

I tre founder di BLAST: Pierluca Cecchini, Alessia Gianaroli e Rosbeh Zakikhani

Alessia, come descriveresti Blast ai nostri lettori e a chi si rivolge questo evento?

Blast è un evento che contiene in sè tanti eventi. Sono tre giorni in cui ci saranno tech conference, competition tra startup e una startup academy. C’è più di un palco in cui si avvicendano più protagonisti in contemporanea, un’area exhibit e un’area meeting.

Uno degli ingredienti principali di Blast è il networking: tutte le persone che parteciperanno potranno scaricare un’app con cui potranno sia farsi la propria agenda personale e sia contattare tutte le persone che sono presenti. In più, per le startup ci sarà un’app specifica di matching tra startup e investitori attraverso la quale poter contattare investor o aziende interessate e fare degli incontri nell’area meeting. Ogni sera, poi, c’è un evento fuori Fiera.

Ci siamo ispirati ai format europei tipo il “Slush” o il “Pioneer” e puntiamo a dedicare questi tre giorni alla tecnologia, al networking e anche però al divertimento!

Come si svolgerà la competizione tra startup?

Durante i tre giorni in cui ci sarà “Blast” le startup che vi partecipano si sfideranno tra loro, suddivisi in gironi, su un palco: ci sarà una giuria che deciderà chi deve andare avanti o no. L’ultimo giorno, in cui ci si trasferisce sul palco principale, si svolgerà la finale e verrà decisa la startup vincitrice da una giuria composta da investor e tecnici, a cui verrà assegnato il premio di 30mila euro “cash” che mettiamo a disposizione della migliore idea imprenditoriale innovativa. Sarà una bella sfida!

È un primo premio allettante, in effetti! Come accennavi prima, le startup oltre a competere tra loro avranno modo anche di partecipare ad una “academy”. Ci puoi spiegare di cosa si tratta?

La Academy offre in contemporanea al palco principale una serie di workshop un po’ più tecnici, a cui parteciperanno alcuni affermati professionisti. Per esempio ci sarà Peter Lazou, che è un creative venture builder. Curerà la parte relativa al pitch creativo e sarà anche il mentor: in quei tre giorni si metterà a disposizione di tutte le startup che possono prendere appuntamento con lui. Insieme agli imprenditori potrà rivedere i loro pitch  e dare consigli su come aggiustarlo e su come stare sul palco.

Poi ci saranno anche tanti incubatori e acceleratori che descriveranno i loro programmi di  incubazione e accelerazione e ci saranno anche talk più specifici riguardanti il visual storytelling, il team management, o su come ottenere investimenti in Cina. Questi durano un po’ di più dei talk che sono sul main stage e che si rivolgono a una platea ampia di ascoltatori: non solo imprenditori ma anche professionisti a cui magari può interessare saperne qualcosa di più su skill utili al business.

Secondo te, come si posiziona Roma nell’ambito delle startup e che potenziale ha la città?

Roma è una città piena di potenzialità e piena di talenti. L’Europa guarda in generale all’Italia, abbiamo ricevuto tante richieste anche da parte di investor stranieri che sarebbero entusiasti di entrare nel mercato italiano delle startup.

Noi siamo in partnership con la Fiera di Roma, che è anche co-organizzatore di Blast e l’amministratore unico di Fiera di Roma, l’ingegnere Pietro Piccinetti ha fortemente voluto questo evento qui a Roma, proprio perché è alto il potenziale della città come hub industriale e dell’innovazione. Certo, serve la partecipazione di tutti, anche degli attori italiani: Blast può essere un punto di interesse con cui attirare tutte le novità che vengono dall’estero e prendono finalmente coscienza del posto che l’Italia – e Roma, in particolare – si meritano in tutta Europa, anche dal punto di vista dell’innovazione digitale, delle tecnologie, delle startup.

A questo evento saranno presenti anche startup di Roma?

Certo, sono numerose. Inoltre, abbiamo registrato l’interesse di molti attori operanti nel territorio locale a partire dalla bellissima iniziativa della Roma Startup Week, quindi la partecipazione è buona. Abbiamo avuto una buona partecipazione anche dal resto dell’Italia e molto molto interesse da tutta Europa. Quest’anno, essendo la prima edizione, partiamo fondamentalmente da zero: la percentuale sarà maggiore da parte dell’Italia come è giusto che sia. Già, però, sarà presente attivamente con le sue startup, Startup Hub Poland, l’hub dell’innovazione per l’Europa Centrale e dell’Est e sono veramente entusiasti di incontrare il sistema italiano. L’obiettivo futuro è quello di avere ancora più partecipazione dall’estero nei prossimi anni.