La carica del Settimo Biciclettari: in bici non solo per passione

Mobilità sostenibile, ciclovie, smaltimento del traffico, percorsi alternativi, Grab…in tanti ne parlano, in pochi agiscono concretamente.

Tra questi, il Settimo Biciclettari (o VIIB, come preferiscono essere abbreviati), bella realtà romana, o più precisamente del VII municipio, uno dei più grandi della Capitale, per intenderci un’area che va da San Giovanni a Cinecittà e che per abitanti, anche se non fosse parte della città di Roma, sarebbe comunque tra le prime dieci città d’Italia.

Si presentano come un “gruppo di lavoro”, nato dalla passione e composto da molte anime: comitati di quartiere, attività commerciali, ciclofficine, associazioni culturali, col comune denominatore della passione per le due ruote e un’attenzione speciale per l’ambiente.

Ambiente che in uno dei quartieri più popolosi di Roma fa inevitabilmente rima con “traffico”, quello che i cittadini che risiedono nella zona devono affrontare ogni giorno, insufficientemente assistiti da una rete di trasporto pubblico inadeguata quando non addirittura inesistente.

Se è vero infatti che a San Giovanni o a Cinecittà la metro quantomeno arriva, pur con tutti i limiti della realtà romana, cosa dire di Morena o di Osteria del Curato?
Zone che non danno molte alternative al mezzo privato, a meno che non si intenda come trasporto pubblico efficiente aspettare un’ora un bus sotto il sole o la pioggia, con l’ansia da ritardo imminente che sale.

Ed allora ecco l’idea brillante, ecco la proposta: riscopriamo la bicicletta.
Facile, ed anche un po’ banale: in un’epoca di hipster e vintage, lo fanno un po’tutti.
Ma questi del VII B sono gente coi piedi per terra, non si limitano a sognare.

Il progetto che hanno in mente ha radici profonde ed un piano ben congegnato: si chiama ASSE DEGLI ACQUEDOTTI.
Una proposta emozionante ed affascinante, che si articola su punti consequenziali l’uno all’altro e che ha come obiettivo finale collegare Ciampino a San Giovanni con un tracciato sicuro e percorribile che un ciclista appena un po’allenato possa coprire in 30/40 minuti.

Utile, sicuro, a basso costo ed a impatto ambientale zero: in pratica, la sintesi delle migliori opere del terzo millennio.
Il piano si articola in tre punti:sottopasso GRA, attraversamento via Capannelle e ricongiungimento con pista ciclabile Anagnina e quindi successiva congiunzione al percorso che attraverso Centocelle e piazza Tuscolo raggiunge San Giovanni..
Dario Piermarini, portavoce dell’associazione, immagina l’opera completabile in tempi brevi e presenta informazioni dettagliate sul blog, corredate di dati tecnici, mappe e stime dei costi.

Tuttavia il gusto dei biciclettari per la (ri)scoperta di Roma non si limita alle due ruote, ma spazia anche in altri ambiti.
La collaborazione con le altre associazioni locali e l’amore per la città ha portato frutti anche in campo “culturale”.
Un bell’esempio è l’evento organizzato insieme all’associazione Torre del Fiscale ed al l’Ente Parco per la scoperta della tomba dei Cento Scalini e la visita alla Torre del Fiscale.

Cittadini, volontari ed appassionati che prendono l’iniziativa seguendo un sogno.
Spetta adesso alle autorità aiutarli a trasformarlo in realtà.