ACEA e le mille difficoltà degli acquedotti romani

Da ormai molto tempo c’è una costante negli articoli di cronaca locale di Roma e provincia: le difficoltà di tanti cittadini ad avere servizi idrici efficienti e soprattutto affidabili, specialmente in alcune zone come quella dei Castelli Romani o di Tivoli.

Un problema decisamente grave, specie se si considera che parliamo delle zone a più alta densità abitativa della Regione e che i problemi si presentano e ripresentano anche a distanza di poco tempo.
La principale responsabile dei disservizi, a detta dei cittadini e delle amministrazioni, sarebbe la società che gestisce l’erogazione: ACEA Ato 2.

Una breve panoramica dei comuni interessati rende l’idea della vastità del problema: Roma,innanzitutto, a macchia di leopardo. Nella zona dei Castelli hanno avuto disagi Grottaferrata, Rocca di Papa, Albano, Velletri, Lariano, Marino, Castel Gandolfo, Genzano ed Ariccia, mentre nella zona tiburtina oltre a Tivoli disagi si sono avuti anche nella vicina Guidonia Montecelio.

In particolare, i disagi nell’area dei Castelli hanno raggiunto livelli di vera e propria emergenza a Rocca di Papa nel periodo del grande freddo post-natalizio, ovvero nella prima metà di gennaio.
In alcune zone, ad esempio nel quartiere Campi d’Annibale, l’acqua è mancata per ben sette giorni, andando e tornando a singhiozzo creando disagi gravi specialmente ad anziani e disabili.
Ciò che più ha irritato i cittadini tuttavia non è stata l’interruzione del servizio, ma la scarsa sensibilità di ACEA, che ha fatto mancare supporto sia “istituzionale” che pratico, delegando all’amministrazione la gestione di grossa parte dell’emergenza.

Proprio l’amministrazione comunale si è mossa a Velletri l’estate passata, dopo i numerosi disservizi verificatisi specialmente nella turnazione tra parte alta e bassa del centro storico, con l’Assessore Sergio Andreozzi che ha scritto al Prefetto per segnalare le gravi inadempienze contrattuali dell’azienda.
In generale, un senso di malessere diffuso, con Sindaci che si lamentano di dover fare i “centralinisti” per dare risposte ai propri cittadini dal momento che ACEA non risponde (Crestini, Rocca di Papa) ed altri che hanno già sporto più d’una denuncia in Procura (Galieti, Lanuvio).
La cosa più grave è che la situazione generale delle condizioni del servizio e dei tempi d’intervento non varia con le stagioni, drammatizzandosi sia in estate a causa dell’aumento fisiologico di utilizzo che d’inverno a causa del gelo, con tempi di intervento sempre oltre la soglia di sopportazione del cittadino.

La dimensione del problema è diventata tale da travalicare i confini della cronaca locale, raggiungendo anche i programmi tv nazionali.
A fine gennaio “Striscia la notizia”, notissimo Tg di Canale 5, ha inviato una troupe a chiedere delucidazioni proprio ad ACEA in merito alla mancanza di acqua che affligge cittadini romani per ore intere ogni giorno.
Lorenzo Pirritano, Direttore della Gestione Operativa di ACEA, alle domande del giornalista ha risposto che il problema, causato dalla rimozione di alcuni cassoni dai terrazzi condominiali dei palazzi e dai conseguenti “aggiustamenti” alla portata del flusso idrico, sarebbe stato risolto in due mesi. Nulla di insuperabile, quindi, non fosse che il problema sia stato segnalato per la prima volta nel 2013!

In generale, al netto della difficoltà oggettiva di gestire una rete idrica come quella di Roma e provincia, quel che ha messo sul banco degli imputati ACEA è il peggioramento medio del servizio di erogazione.
Ad esempio a Lanuvio il coordinatore del Partito Liberale Nazareno Ferrazza, arrivato a chiedere le dimissioni del CdA in carica, ha ricordato come fino all’avvento dell’azienda nel territorio comunale non si fossero mai verificate mancanze d’acqua, anzi in passato era tale e tanta la ricchezza da poterne cedere l’eccedenza al vicino comune di Albano Laziale.

Va tuttavia sottolineato che ACEA non è rimasta, almeno formalmente, insensibile alle richieste del territorio.
Nel pieno dell’estate scorsa, nel momento di massima criticità per il territorio, l’aula consiliare del comune di Genzano ha ospitato una riunione di oltre cinque ore nel corso della quale sono state tracciate le linee guida di un piano di emergenza e risoluzione che è in corso di realizzazione.
La parte più interessante è sicuramente l’impegno preso da ACEA alla costruzione di 25 km di nuovi acquedotti per collegare le sorgenti del Pertuso all’acquedotto del Simbrivio, spina dorsale dell’approvvigionamento dei Castelli, oltre alla bonifica delle reti locali, colabrodo in cui si disperde parte della portata idrica.

Proposte dunque ce ne sono, ed anche progetti concreti. Ciò che non abbonda, in questo momento, è la pazienza dei cittadini. Auguriamo buon lavoro ad ACEA attendendola al banco di prova della prossima estate che non è poi così lontana…