I Municipio: nasce l’Osservatorio “Verso Rifiuti Zero”

Verso Rifiuti Zero”: a questo voleva arrivare il Comune di Roma, nella delibera del 2014 voluta nella scorsa consiliatura dall’Assessore Estella Marino, attraverso una riduzione considerevole della produzione dei rifiuti pro-capite entro il 2020 e l’attivazione di una raccolta differenziata “porta  a porta spinta” dei rifiuti urbani.

Per mettere in pratica le azioni previste dalla delibera e segnalare le difficoltà di realizzazione nelle diverse aree del Comune, era introdotta una nuova forma di partecipazione civica dei cittadini mediante gli Osservatori municipali “Rifiuti Zero”, coordinati a livello centrale da un Osservatorio Comunale.

Lo scorso 16 febbraio il I Municipio ha deciso con una sua deliberazione di costituire il proprio Osservatorio Municipale “Rifiuti Zero”, per iniziare un percorso sperimentale di partecipazione cittadina su un tema cruciale come quello dei rifiuti.

Per saperne di più, Centoventuno.it ha incontrato la Presidente del I Municipio di Roma Sabrina Alfonsi, con cui abbiamo voluto approfondire le ragioni e gli obiettivi di questo provvedimento.

Presidente Alfonsi, quali scopi si prefigge la delibera sull’Osservatorio Municipale “Rifiuti Zero” che avete approvato e quali riscontri ha avuto finora?

Questa delibera parte da lontano: tutta una serie di associazioni hanno lavorato al testo della delibera del 2014 insieme all’allora assessora Estella Marino, ma è un percorso che si è totalmente interrotto e che io nella nuova consiliatura ho voluto riprendere in mano, perché penso che il problema dei rifiuti non è soltanto un problema di raccolta. Il problema dei rifiuti è un problema di ambiente, è un problema di percepire il rifiuto come un oggetto da riciclo, fin quasi al 70-80-90% e lasciare che sia veramente rifiuto proprio quando non se può fare più nulla. Questo vuol dire tutelare l’ambiente, ridurre i rifiuti, ridurre i costi, con un vantaggio diretto per le famiglie. Un Osservatorio di questo tipo punta ad avere una relazione con tutta la cittadinanza che produce il rifiuto, per farlo produrre di meno, per riciclare il più possibile nel rispetto delle normative europee, per cercare di smaltire il rifiuto laddove viene prodotto.

Quali saranno gli step successivi alla delibera?

L’Osservatorio ha un percorso già tracciato, con la costituzione dell’Osservatorio che sarà composto dai rappresentanti dell’associazionismo cittadino, da una parte, e dalla rappresentanza dell’amministrazione e di AMA, dall’altra. Questo Osservatorio cerca di individuare delle azioni specifiche rispetto alla natura di questo territorio, nell’ambito di una programmazione più ampia. Noi come amministrazione ad esempio sosteniamo che la stessa raccolta differenziata debba avvenire in maniera diversa, a seconda dei rioni del Municipio e della loro morfologia, se al loro interno ci sono più utenze commerciali o utenze domestiche e a seconda di chi possa riciclare di più e come.

A questo proposito l’Osservatorio potrà elaborare proposte specifiche di buone pratiche da attuare rispetto ai territori della nostra municipalità. Noi per esempio abbiamo chiesto una sperimentazione in Municipio a Trastevere per i cosiddetti “cassonetti a scomparsa” ma che in realtà oggi non sono più dei cassonetti ma dei veri e propri riduttori di rifiuti, dei compattatori, all’interno del Rione in cui questi vengono prodotti. Utilizzarli significa ridurre il rifiuto il più possibile lì dove lo hai prodotto: questo rende possibile meno inquinamento, perché quando tu puoi fare un ritiro a settimana o ogni dieci giorni, con un unico mezzo invece che due ritiri al giorno con mezzi inquinanti, capiamo come la singola attività abbia un impatto in tutto il sistema ambientale.

Quale sarà il ruolo di AMA all’interno dell’Osservatorio?

A questo riguardo vorrei fare una premessa: in Municipio abbiamo chiesto da sempre di ridiscutere il contratto di servizio con AMA, che venisse discusso nelle parti generali dal Campidoglio ma poi, nelle parti di servizio specifico per i territori, dal Municipio. Perché noi sappiamo quanto vengono utilizzate alcune strade e quante volte devono essere spazzate, se una volta alla settimana o una al giorno.

Per questo, la presenza di AMA all’interno dell’Osservatorio è prevista per costruire un rapporto diretto rispetto al nostro territorio, e anche, io mi auguro, con i tecnici della municipalizzata: l’AMA dovrebbe mandare persone che sono anche specializzate per spiegare ad esempio perché una determinata proposta non può essere messa in pratica, in modo da dare una risposta ai cittadini che partecipano e che altrimenti si demoralizzerebbero in mancanza di spiegazioni valide, finendo per scoraggiarsi e non avere i comportamenti più corretti nei confronti dello smaltimento dei rifiuti.

Il ruolo di Ama è, dunque, attivo ma anche tecnico.

Va nella direzione dei “Rifiuti Zero” anche il vostro patrocinio all’iniziativa privata “Nonsonorifiuti”, al Mercato Trionfale?

Assolutamente sì. Noi promuoviamo tante piccole azioni, che poi servono ad educare ad una mentalità diversa. “Nonsonorifiuti” all’Andrea Doria, che noi sosteniamo fortemente, come anche alcuni lavori all’interno delle scuole e lo stesso Osservatorio fanno parte di questa politica che questo Municipio tende a portare avanti.

Anche perché oltre alla visione politica (e del mondo) che ha la mia giunta e la mia maggioranza, c’è anche un tema di produzione di rifiuti che nel I Municipio è più alta del resto della città, in ragione dei tanti turisti e pendolari che vi transitano. Se andiamo a vedere i dati, in questo Municipio abbiamo prodotto più rifiuti pro-capite: dobbiamo quindi mettere assolutamente in campo delle soluzioni riguardanti il rifiuto che noi produciamo, ma anche allo smaltimento dei rifiuti che producono altri.

Ci saranno altre iniziative, sul tema dei rifiuti, come Primo Municipio?

Sì, ora noi stiamo facendo questo lavoro di analisi, rione per rione, per andare a vedere in ognuno di questi quanto è il suo carico di rifiuti e come questo si può ridurre, ma non solo. Adesso per esempio l’Assessore Montanari ha proposto  i nuovi bidoncini per i rifiuti organici e noi stiamo cercando di capire come estendere questa ipotesi al Primo Municipio, perché sicuramente qui si producono più rifiuti ma abbiamo anche più uffici e più residenzialità rispetto agli altri municipi. Ricordo inoltre che il primo rione, in assoluto, ad effettuare venti anni fa la raccolta differenziata “porta a porta” fu Trastevere perché era, ed è tuttora, che viveva ventiquattr’ore su ventiquattro e quindi produceva rifiuti ventiquattr’ore su ventiquattro, rendendo ingestibile tale situazione. Oggi dopo vent’anni a Trastevere siamo nella stessa condizione, anche se sono cambiate le attività commerciali e quindi va ripensato il processo rispetto al contesto attuale.

Rispetto alla vostra iniziativa municipale dell’Osservatorio, quali sono stati i feedback del Campidoglio in tal senso, considerando che nella delibera di Estella Marino si parla anche di Osservatorio Comunale, che dovrebbe coordinare quelli municipali?

In questi otto mesi il lavoro con l’Assessorato all’Ambiente, soprattutto su questi temi, è stato nullo. Abbiamo solo rincorso le emergenze. Devo dire che da quando è arrivata l’Assessore Montanari, un’assessore che ha molto chiaro il tema del riuso e del riciclo, ci sono dei buoni segnali: ora speriamo che questi diventino azioni concrete, perché poi raccontare – soprattutto una persona preparata come la Montanari – il riuso, il riciclo e l’aumento della raccolta differenziata è facile, attuarla in una città come Roma, vuol dire tutta una serie di azioni coordinate molto importanti. Io mi auguro che questo sia vero.