Il TAR dà ragione a Ryanair, si ai voli notturni ma…

 

Le vicende dell’aeroporto “Pastine” continuano a tenere banco, arricchendosi continuamente di nuovi capitoli. Solo nel mese di febbraio abbiamo assistito a due importanti accadimenti che hanno di fatto mutato nuovamente lo scenario esistente, generando nuove polemiche e dure prese di posizione da parte di tutti gli attori protagonisti. Dopo qualche settimana di calma apparente, febbraio si apre con la dichiarazione di Michael O’Leary (A.D. di Ryanair) il quale, a margine della presentazione da parte della compagnia irlandese della programmazione per il prossimo inverno, senza nessun preavviso dichiara alla stampa: «Mentre continuerà a crescere in Europa e in Italia, ridurremo del 10% la nostra capacità su Roma a seguito della decisione di Aeroporti di Roma di aumentare i costi aeroportuali, mentre in tutto il Mediterraneo il turismo è in aumento, Roma perderà una occasione d’oro mostrandosi costosa e non competitiva”. Tradotto in cifre, saranno circa 600mila i posti passeggeri tagliati su Ciampino e Fiumicino a causa dell’aumento del 14% dei costi, in controtendenza rispetto agli altri hub europei che invece tentano di portare avanti una politica volta ad una progressiva riduzione dei costi. Una decisione inattesa, considerata comunque come una vittoria (anche se parziale) per tutti coloro i quali in questi anni si sono battuti per una decisa diminuzione del traffico aereo commerciale a Ciampino, CRIIAC in testa. Un successo che però, pochi giorni dopo, ha assunto il sapore della beffa quando il Tar del Lazio si è pronunciato in favore di Ryanair riguardo al ricorso presentato dalla compagnia irlandese in merito all’ordinanza che stabiliva che dalle 22:00 alle 6:00 la fascia oraria di divieto per tutti i voli coomerciali. Va detto che in questo caso si può parlare di tecnicismi e che la fascia oraria non è in alcun modo stata “violata”. A far discutere però sono alcuni passaggi della sentenza, evidenziati dal comunicato elaborato dal CRIIAC a seguito della sentenza: Con le sue recenti sentenze Il TAR del Lazio ha ammesso lo sforamento dell’orario notturno per i voli Ryanair nell’aeroporto di Ciampino. Sarà pure per una questione di sottile diritto, ma certamente non è decisione che porti maggiori tutele per i cittadini, anzi aggrava la critica situazione ambientale che devono sopportare a causa dei voli. I motivi di un simile giudizio sono nel fatto che i giudici non hanno trovato, a base delle restrizioni dei voli proposti nel 2006 da ENAC e contestate da Ryanair, nessuno studio che documenti l’impatto acustico determinato dai voli sull’ambiente. Inoltre la sentenza riporta che ENAC e Comune di Ciampino hanno ammesso che “…non è stata ancora effettuata dall’amministrazione competente una puntuale individuazione delle cosiddette zone di rispetto per l’aeroporto di Ciampino, né sono stati definiti i parametri sonori di riferimento per la misurazione delle emissioni acustiche, così rendendo impossibile, allo stato, la misurazione dell’inquinamento acustico”. In realtà, poiché la causa al TAR si è protratta per ben 11 anni, dal 2006 fino ad oggi, queste motivazioni appaiono prive di fondamento, in quanto nel 2010 una Conferenza dei Servizi ha approvato la zonizzazione acustica dell’aeroporto di Ciampino; esistono e sono vigenti le zonizzazioni comunali dei comuni di Ciampino, Roma e Marino; questi documenti riportano i limiti acustici ammissibili per ogni zona; esiste infine un monitoraggio condotto da Arpa Lazio, su base mensile, delle varie zone individuate, che documenta come i limiti imposti siano costantemente superati, di giorno e di notte. Dunque non è affatto credibile che oggi non ci siano elementi per valutare l’impatto acustico provocato dai voli. La cosa sorprendente è che tali elementi, certi e documentati, non siano stati portati all’attenzione dei giudici proprio da ENAC e dal Comune di Ciampino per sostenere la limitazione dei voli notturni. Ed è altrettanto sorprendente che i giudici siano voluti rimanere ancorati alla situazione di un decennio fa, senza considerare gli sviluppi ulteriori della vicenda e il contesto attuale.

Potremo mai sperare che ci sia un ricorso alle sentenze del Tar e che questi elementi possano essere adeguatamente valutati? Potremo mai sperare che i giudici possano essere sensibili, oltre ai diritti di Ryanair, anche al diritto alla salute dei cittadini?

Oltre al comunicato emesso dal CRIIAC, anche l’Amministrazione comunale ha deciso di commentare la decisione in una nota: “Ribadiamo quanto meglio specificato da Enac che ha confermato a mezzo stampa che l’operatività dello scalo Pastine resta invariata e che all’aeroporto saranno consentiti oltre la mezzanotte soltanto gli atterraggi nei casi di voli con ritardi causati da forza maggiore. Questo – ha dichiarato il Sindaco di Ciampino, Giovanni Terzulli – significa che resta il divieto dei voli commerciali dalle 22 alle 6. Ciò che invece ha modificato la sentenza è unicamente la possibilità di atterrare anche oltre la mezzanotte per i soli voli notturni in cui il ritardo sia giustificato da motivi di forza maggiore, relativi a questioni di sicurezza. Apprezziamo dunque quanto comunicato da Enac ma al tempo stesso – ha concluso il Sindaco Terzulli – l’ufficio legale dell’Ente valuterà se ci sono gli estremi per un ricorso al Consiglio di Stato, per ribadire ancora una volta che la Città di Ciampino non può sopportare un ampliamento del numero dei voli e per contestare l’opportunità di tale sentenza perchè, alla luce del fatto che Ryanair, oggi, opera anche all’aeroporto di Fiumicino, riteniamo che sarebbe stato più opportuno che anche questi voli notturni eccezionali della compagnia irlandese fossero stati dirottati allo scalo internazionale “Leonardo da Vinci” invece che al “Pastine”.

Dal canto suo, Ryanair si è limitata a dichiarare che “l’azienda prende atto della sentenza del Tar e che i propri avvocati ne stanno studiando le motivazioni”.