Roma, caos bilancio: la soluzione forse esiste (e arriva dalla Sicilia)

Comune di Caltagirone, provincia di Catania. Potrebbe arrivare da questo centro di 38mila anime la soluzione alle enormi difficoltà che la giunta Raggi sta incontrando per l’approvazione del bilancio, clamorosamente bocciato ieri dall’Oref. Lo scorso 20 giugno, mentre Roma si svegliava per la prima volta con un Sindaco donna, a centinaia di chilometri di distanza Gino Ioppolo, candidato nelle file del centro-destra, conquistava quella che per anni era stata considerata un’enclave rossa, lontano dalle luci della ribalta. Avendo certamente avuto più “fortuna” nella scelta della propria squadra rispetto a Virginia Raggi, Ioppolo decide di avvalersi di Massimo Giaconia come assessore al Bilancio, un bilancio che come quello di Roma presentava enormi buchi, tanto da fare di Caltagirone uno degli 85 Comuni più dissestati d’ Italia. Giaconia, 57 anni, siciliano di nascita ma da molti anni residente a Milano impegnato ad occuparsi di finanza internazionale, considera il proprio incarico come una sorta di servizio civile; un modo per restituire alla propria terra d’origine la dignità che merita. I primi risultati ottenuti da Giaconia fanno gridare al miracolo; in appena sei mesi grazie ad un meticoloso lavoro di studio delle carte è riuscito ad eliminare ben 5 dei 23 milioni di debiti che fino a pochi mesi fa strozzavano l’Amministrazione Comunale di Caltagirone! Come avrà compiuto questo vero e proprio miracolo contabile? Da subito l’assessore ha individuato nei “RESIDUI PASSIVI” quella che lui stesso definisce “la spazzatura dei bilanci comunali”, un contenitore nel quale sono riversate tutte quelle spese in realtà mai realizzate ma che sono ancora lì, a distanza di anni senza essere mai cancellate. Tra le cifre scovate ben 300mila euro per premi legati alla produttività destinati ai dirigenti per risultati mai raggiunti ma che comparivano ancora come voce di spesa per il Comune. Se fossimo in Andrea Mazzillo, assessore al Bilancio nella Capitale dai primi giorni di ottobre e finito nell’occhio del ciclone dopo la sonora bocciatura da parte dell’Oref, una telefonata in Sicilia la faremmo certamente.