Marra arrestato: Raggi senza “braccio destro”

Dopo l’avviso di garanzia all’assessora Muraro per reati ambientali (e conseguenti dimissioni notturne) è ora la volta di Raffaele Marra: l’ex vice capo di gabinetto della sindaca Raggi e attualmente capo del Personale presso il Comune di Roma, è stato arrestato venerdì mattina, con a pesante accusa di corruzione.

I fatti si riferiscono al giugno 2013, quando Marra all’epoca dei fatti era Direttore del Dipartimento “Partecipazioni e controllo” del Comune. L’immobiliarista Scarpellini, anch’egli finito in manette per questa stessa vicenda, avrebbe messo a disposizione del dirigente pubblico il denaro per comprare un immobile Enasarco, situato in Via dei Prati Fiscali, versando alla moglie del dirigente pubblico gli assegni circolari dall’importo complessivo di 367mila euro, necessari per la compravendita della casa. Una “regalia”, secondo il gip Tomaselli che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare.

Il giudice per le indagini preliminari spiega che Marra è stato arrestato perché esiste “un concreto e attuale pericolo di reiterazione di condotte delittuose” da parte dell’alto papavero capitolino “in considerazione del ruolo in concreto attualmente rivestito nel Comune di Roma, dell’indubbia fiducia di cui gode da parte del sindaco Virginia Raggi“.

Era il braccio destro della sindaca, che lo ha difeso con le unghie e con i denti da tutti gli attacchi ricevuti, fin dal suo insediamento: criticata per averlo nominato vice capo di gabinetto, la Raggi sposta Marra al Personale come Direttore del Dipartimento. A pesare è il suo passato nelle file della destra romana e alemanniana, che gli viene contestato aspramente da una parte della maggioranza grillina.

Ad inizio settembre, con le dimissioni del Capo di Gabinetto Carla Raineri, ci sono le prime polemiche. In un’intervista, l’ex magistrato punta il dito contro Salvatore Romeo (capo segreteria della sindaca) e Raffaele Marra, dicendo di quest’ultimo che “aveva la qualifica di vicecapo di gabinetto ma […] non ho avuto mai il piacere di condividere con lui alcuna decisione: riferiva direttamente alla sindaco”.

In seguito all’esplosione dell’affaire Muraro, una parte della maggioranza consiliare grillina chiede a gran voce che gli venga revocato l’incarico di capo del Personale: si assiste ad un muro contro muro tra il “direttorio” e il “mini-direttorio” grillino e la sindaca Raggi. La deputata M5S Lombardi sul suo profilo Facebook lo definisce come un “virus che ha infettato il Movimento”. Anche in questa occasione, è la prima cittadina ad avere la meglio e Marra resta dov’è.

Ma le polemiche proseguono e a ottobre è l’Anac (Autorità Nazionale Anti Corruzione) a mettere in dubbio che Raffaele Marra abbia i titoli idonei per occupare incarichi dirigenziali all’interno della pubblica amministrazione comunale: in quei giorni si parla di accesi diverbi tra la sindaca e il fondatore del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, senza che l’incarico come direttore del Dipartimento del Personale vada a qualcun altro.

Le liti e i dissidi continuano ugualmente: ad inizio novembre filtra la notizia che il comico genovese si sia sentito telefonicamente con ognuno dei 29 consiglieri di maggioranza per chiedere cosa ne pensassero di Raffaele Marra. A quel punto, la sindaca Raggi mette tutti i “suoi” uomini dell’Aula Giulio Cesare con le spalle al muro, in un confronto serrato, dove il succo si racchiude in un concetto semplice: “Se Marra se ne va, vado via anche io, e voi con me”.

L’ultima difesa ufficiale di Marra da parte della prima cittadina romana è di qualche giorno fa. In una lettera inviata all’Anac si prende ogni responsabilità per la nomina del fratello di Raffaele Marra, Renato (vicecomandante dei vigili), come direttore del Dipartimento Turismo, che è stata controfirmata proprio dal Capo del Personale. La sindaca nella lettera all’Anticorruzione afferma che il suo ruolo è stato “meramente ausiliario” e “privo di discrezionalità”.

Con il suo arresto, tuttavia, cambia anche l’atteggiamento della prima cittadina: in una conferenza stampa molto breve, la sindaca afferma che “il suo braccio destro sono i romani” e arrivano anche le prime parole di autocritica: “probabilmente abbiamo sbagliato. Marra era già un dirigente e ci siamo fidati. Mi dispiace per i romani, per M5S e per Beppe Grillo che aveva evidenziato qualche perplessità“.

Con quest’ultima frase, l’attuale sindaco di Roma conferma le divisioni riportate dai giornali riguardo al suo collaboratore più fidato, che aveva suscitato non poche lacerazioni in seno alla sua stessa maggioranza. Destino comune a quello vissuto in questi mesi dall’assessora all’Ambiente Paola Muraro. Entrambi, ora, non fanno più parte della squadra di governo di Virginia Raggi: resta da valutare come la compagine grillina saprà muoversi, dopo aver perso due figure fedeli alla sindaca e da lei difese in ogni modo.