Fondi Europei: ecco cosa c’è da sapere!

1 miliardo e 200 milioni di euro è la quota di fondi europei che arriva  dall’Unione Europea  nella nostra regione. Tanti vero? Sono ancora di più, se prendiamo in considerazione quelli assegnati all’Italia per il periodo 2014-2020: 42 miliardi.

Un sondaggio effettuato lo scorso anno da Eurobarometro, fa notare che il 57% degli italiani intervistati ha dichiarato di non sapere nulla riguardo al supporto economico che l’UE offre agli enti locali tramite i fondi europei di cui sopra. Eppure, questi fondi non vengono fuori dal nulla, ma sono frutto delle tasse pagate da ogni cittadino.

Per questo motivo, iniziamo oggi a raccontare cosa sono i fondi strutturali europei e a cosa servono.

I fondi europei utilizzati da Regioni e Comuni rientrano nella politica di coesione decisa dall’UE per ridurre i divari esistenti in campo economico e sociale tra le regioni europee.

Tale politica intende attuare, in un ciclo di sette anni (dal 2014 al 2020), gli obiettivi della Strategia Europa 2020 varata nel 2010 per ottenere entro i dieci anni successivi una crescita sostenibile, inclusiva e intelligente in cinque ambiti ben precisi, quali: Occupazione; Ricerca, Sviluppo e Innovazione; Clima/Energia; Istruzione; Lotta alla povertà e all’esclusione sociale.

Con quali denari, diranno alcuni? Le risorse per la politica di coesione sono inserite all’interno del bilancio dell’Unione Europea, che ammonta a 1.082 miliardi di Euro. Una cifra impressionante: un terzo di essa è destinata proprio alla coesione, circa il 32,5% del totale, ossia 351,8 miliardi di euro. Il resto è indirizzato dalla UE verso le altre politiche europee come la ricerca, l’agricoltura o le politiche esterne.

 

Questi 351,8 miliardi di euro sono ripartiti in quattro Fondi Strutturali d’Investimento Europei (SIE),  ognuno con specifici ambiti di intervento. Sono il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR), il Fondo Sociale Europeo (FSE), il Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) e il  Fondo Europeo per gli Affari Marittimi e la Pesca (FEAMP).

A tali risorse si aggiungono 38,712 milioni di euro del Fondo di Sviluppo e Coesione (FSC), che affianca i fondi europei a gestione regionale e nazionale nel perseguimento delle politiche di coesione territoriale ed economica.

Per fare in modo che i fondi strutturali riescano a raggiungere gli obiettivi fissati da Europa 2020, la Commissione Europea attraverso il proprio Quadro Strategico Comune ha individuato nel 2012 undici obiettivi tematici (OT) rispetto ai quali i fondi europei devono focalizzare i loro interventi. Vediamo quali sono:

  1. Rafforzare la ricerca, lo sviluppo tecnologico e l’innovazione;
  2. Migliorare l’accesso, l’utilizzo e la qualità delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC);
  3. Migliorare la competitività delle PMI, del settore agricolo e del settore ittico e dell’acquacoltura;
  4. Sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio;
  5. Promuovere l’adattamento ai cambiamenti climatici, la prevenzione e la gestione dei rischi;
  6. Preservare e tutelare l’ambiente e promuovere l’efficienza delle risorse;
  7. Promuovere il trasporto sostenibile e rimuovere le strozzature nelle principali infrastrutture di rete;
  8. Promuovere l’occupazione sostenibile e di qualità e sostenere la mobilità dei lavoratori;
  9. Promuovere l’inclusione sociale e lottare contro la povertà e ogni discriminazione;
  10. Investire in istruzione, formazione e formazione professionale per l’acquisizione di competenze e apprendimento permanente;
  11. Migliorare la capacità istituzionale delle autorità pubbliche e dei soggetti interessati e conseguire una PA efficiente.

Ciascuno dei Fondi SIE favorirà alcuni obiettivi tematici in particolare.

Il FESR finanzia tutti e undici gli obiettivi tematici, ma le risorse principali saranno destinate agli OT dall’ 1 al 4.  

Il FEASR finanzia quasi tutti gli obiettivi tematici ma si occuperà principalmente degli OT 3, 5 e 6, in coerenza con la sua mission di aiuto alle zone rurali. Il FEAMP raccoglie i suoi sforzi più tangibili sulla competitività del settore della pesca e dell’acquacoltura e alla tutela dell’ambiente.

Il FSE invece si concentra sugli OT dall’8 all’11.

Partendo da questi obiettivi tematici, ogni Stato membro elabora insieme agli enti locali e ai vari partner economici e sociali il proprio piano strategico in cui vengono individuati i fabbisogni e le priorità di investimento riguardo ai quattro Fondi SIE: è l’Accordo di Partenariato, che deve essere approvato poi dalla Commissione Europea.

La green economy è uno dei settori sostenuti dai Fondi Strutturali Europei. (Foto: Mattwalker69/Licenza CC)

In questo documento le risorse vengono suddivise in base al grado di sviluppo delle regioni: chi è più svantaggiato avrà più soldi. Le regioni “meno sviluppate” (per l’Italia sono Puglia, Calabria, Basilicata, Campania e Sicilia) avranno una percentuale più alta di fondi strutturali, poi per quelle “in transizione” (Abruzzo, Molise e Sardegna) la percentuale si abbasserà e così via per le regioni “sviluppate” (a tale categoria appartengono la Provincia Autonoma di Trento, di Bolzano e tutte le altre regioni tra le quali il Lazio).

I dettagli in merito agli obiettivi da raggiungere vengono indicati dai Piani Operativi che possono essere nazionali o regionali. Per quel che riguarda l’Italia, i Fondi Strutturali finanziano la bellezza di 75 piani operativi: il FESR e il FSE sovvenzionano 39 Piani Operativi Regionali (POR) e 12 Piani Operativi Nazionali (PON). Il FEASR sostiene 21 Piani di Sviluppo Rurale (PSR), 2 Programmi Operativi Nazionali e il FEAMP, infine, cofinanzia un solo Piano Operativo Nazionale.  

Per i piani operativi riguardanti il Lazio, la quota complessiva a disposizione è di 2 miliardi e 600 milioni di euro. 913 milioni sono la quota relativa al POR FESR, 902 milioni di euro sono quelli destinati al POR FSE e 780 sono i milioni a sostegno del PSR (Piano Sviluppo Rurale) collegato al FEASR.

Per sapere nel dettaglio quali sono le iniziative finanziate nel Lazio per il periodo 2014-2020, basta cliccare qui!