C’è chi dice no…e chi la spara grossa

Ho un amico che dice che le elezioni sono utili non solo sul piano pubblico, ma anche su quello privato. Infatti se da una parte con “l’esercizio democratico del voto” si contribuisce attivamente alla vita del proprio paese, dall’altra si possono fare interessanti studi sociali in base a ciò che i nostri amici dicono o postano, magari scoprendo che è arrivato il momento di dare una bella sfoltita ai contatti Facebook.
Seguendo lo stesso principio le esagerazioni e le boutades che negli ultimi due mesi si sono susseguite sul tema “sì ” o “no” potrebbero essere lo spunto per capire meglio chi sono i bei soggetti che le sparano.

Abbiamo pensato che potesse essere interessante, a poche ore dal voto, riassumere gli highlights degli strafalcioni andati in onda finora, divertendoci a stilare una piccola classifica.

DI MAIO vs PINOCHET

Il primo campione che scende sul ring è Luigi di Maio. Il fenomenale vicepresidente della Camera, insieme a Di Battista il volto “umano” dei cinque stelle, come lo definì tempo fa la Serracchiani “quello bravo che il movimento manda in giro”, a bocce ancora quasi ferme ha tirato un colpo da maestro.
Sul suo profilo Facebook l’onorevole Di Maio ha scritto che il comportamento di Renzi ricorda quello di
Pinochet in Venezuela.
Inoffensivo, quindi, dal momento che Augusto Pinochet in Venezuela forse ci è andato al massimo da visitatore, essendo ricordato come dittatore del Cile.
Un paragone ardito, Matteo Renzi novello Pinochet. Poi però basta riflettere sulle conoscenze geografiche di cui l’onorevole Di Maio fa sfoggio per capire quanto peso dare alla sua valutazione.
Speriamo che la riforma che tanto osteggia l’abbia studiata più attentamente dell’atlante!

Voto: 7

MATTEO SALVINI, IL NEMICO ALLE PORTE

Questa è particolarmente bella.
In un’intervista a Tgcom, il leader della Lega si lancia in una requisitoria a metà tra Cola di Rienzo e Hitler nel bunker negli ultimi giorni di guerra, in quel film stupendo che ci mostra il Furher pieno di ansie complottisti che. Se la prende un po’con tutti, il nostro, dalle banche all’Unione europea fino alle grandi multinazionali, che avrebbero interesse a far vincere il si per poter acquistare finalmente le imprese italiane.
Salvini il complottista

A parte l’inevitabile odore di cospirazione “plutogiudaica” di mussoliniana memoria, non sembra anche a voi che tutte queste realtà, banche e grandi imprese, non trovino troppa resistenza già adesso quando si propongono di acquistare un pezzetto del nostro Paese?
Verrebbe da chiedersi cosa ha fatto l’europarlamentare Salvini per combattere questa invasione.
La risposta è facile: un sacco di assenze. E non lo diciamo noi. Basta cliccare il video qui sotto.

Salvini fa un figurone in Europa

VOTO: 8

CIRIACO “SPEEDY” DE MITA

“La riforma è stata troppo veloce”, secondo Ciriaco De Mita, tornato in occasione del referendum con un’importante operazione revival perfettamente in linea col trend degli ultimi tempi. Dopo Tony Hadley degli Spandau Ballet e le feste con “Maracaibo” come colonna sonora, gli anni ottanta continuano prepotenti con l’ex (ex?) DC, che ha conservato la stessa dimestichezza con l’italiano dei tempi d’oro.

Dal dibattito con Renzi estrapoliamo questo pezzetto.
La riforma per De Mita è stata fatta troppo in fretta, in realtà ci sono voluti due anni di lavori parlamentari e non ma in effetti per uno che è entrato in parlamento nel 1963 e che ancora fa il Sindaco due anni sono veramente un battito di ciglia.
Ad maiora!

VOTO: 9

Noi un “dieci”non abbiamo voluto assegnarlo, la scelta era troppo complicata e abbiamo preferito non mettere margini al miglioramento dei nostri fenomeni. Potete divertirvi voi a cercare il vostro campione del cuore, siamo certi che di perle nascoste a cercare bene ce ne siano ancora molte.

FONTI: video Salvini repubblica.it, TGCom
video De Mita ItaliaNews (intervista La7)